SI PUÓ GUARIRE DALLA DEPRESSIONE DEI PAPÁ?

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La risposta è decisamente affermativa, ma  bisogna farsi curare. Non si può uscire da una depressione, specie se grave, da soli,  facendo ricorso alla forza di volontà. La depressione è un disagio psicologico grave: consigliare ad un depresso di "tirarsi su" o di "pensare positivo", è efficace come consigliare ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e camminare.

E'importante sapere che dalla depressione non solo si può guarire, ma in molti casi, si può addirittura uscirne rafforzati. La depressione è un disagio esistenziale che porta con sé una possibilità di crescita e di riscatto e una forza innovatrice. Spesso la depressione nasce dalla consapevolezza inconscia di essere intrappolati in una vita monotona e priva di piacere. Il depresso non vive la sua vita, ma vive la vita che gli altri hanno progettato e deciso per lui.

Tutto sembra vuoto e senza senso, perché la persona depressa non è in contatto con i suoi sogni e bisogni. La sofferenza della depressione rompe un equilibrio insoddisfacente, che magari durava da anni e spinge ad allargare i propri orizzonti a trovare nuove strade.

La strada per vincere la depressione è imparare a scoprire se stessi, smettere di preoccuparsi in continuazione di quello che pensano gli altri e liberarsi di aspettative poco realistiche. Imparare ad ascoltarsi e prendere contatto con i propri sogni e desideri è il primo passo per stare meglio.

Come curare la depressione? In genere, per la cura della depressione sono indicate la psicoterapia, associata nei casi di depressione grave, alla farmacoterapia.

A questo proposito, è importante  sapere che l'efficacia degli antidepressivi dipende dalla gravità della sintomatologia depressiva.

In altre parole, gli psicofarmaci avrebbero un effetto maggiore sulle depressioni gravi rispetto a quelle lievi. Esiste dunque il fenomeno dei non responders, persone su cui il farmaco non funziona. E' inutile dunque procedere con l'accanimento terapeutico, cambiando in continuazione farmaco con il rischio di spiacevoli effetti collaterali.

E'importante sottolineare che il farmaco, da solo, non basta.

Gli psicofarmaci possono ridurre in modo considerevole i sintomi della depressione, ma non possono intervenire sulla scarsa autostima e sulla fragilità psicologica  che hanno contribuito all'instaurarsi di una condizione depressiva.

Un ulteriore rischio dell'uso prolungato di psicofarmaci è quello di indurre uno stato di dipendenza psicologica : la persona depressa si affida ad una pillola per avere il benessere, invece di imparare ad utilizzare le sue capacità e risorse personali  per cercare di essere felice.

Detto questo, è importante ribadire che, nei casi di depressione grave, la psicoterapia da sola non basta e diventa necessario integrare il trattamento psicologico con quello farmacologico.

Gli psicofarmaci sono medicinali a tutti gli effetti e, in quanto tali, vanno prescritti dal medico in base all'età e allo stato di  salute. L'autoprescrizione di farmaci può rivelarsi molto pericolosa, come anche assumere il farmaco in dosi superiori a quelle consigliate.

La sospensione del trattamento dovrebbe essere concordata con il proprio medico curante e  avvenire gradualmente. E' invece vivamente sconsigliabile interrompere il trattamento da un giorno all'altro.

Quindi abbiamo capito che uscire da una depressione si può sicuramente, ma  bisogna farsi curare. Non è possibile uscire da una depressione, specie se grave, da soli , facendo ricorso alla forza di volontà!!!

Ciao a tutti…..a presto!

Clara Costa

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