OGGI PUOI RICOSTRUIRE IL TUO SUCCESSO, FAI UN CORSO DI RICOSTRUZIONE UNGHIE

Posted on aprile 27th, 2010 in IL MONDO DI LEI, LAVORO, SVILUPPO PERSONALE by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Per Te,come per tutti noi che viviamo in questa società, siamo d'accordo che il tempo è l'unica risorsa che davvero scarseggia ed è sempre più limitata sia per i ricchi che per i più poveri.

Si può in effetti, a proposito dire, che proprio il tempo libero – o come direbbe qualcuno “il tempo liberato” – sia uno degli indici di benessere di tutte le persone. Insomma, un po' come dire: “dimmi quanto tempo hai e ti dirò chi sei!”

Ma perchè Tu possa accumulare tempo conducendo una vita piacevole e produttiva, hai sicuramente bisogno di trovare un'attività che ti consenta di poter mantenere uno stile di vita aperto, tale da garantire di poterti godere sia il tempo libero che quello occupato lavorativamente.

Una di queste attività che posso suggerirti, anche perchè è la stessa che ho scelto un pò di anni fà anch'io, è sicuramente senza ombra di dubbio La Ricostruzione delle Unghie.

Ora TU immagina che oggi ,dopo aver svolto molto bene un Corso Multimediale Professionale come il mio, nei modi e tempi che preferisci TU e comodamente da casa tua, potrai guadagnare dalle 40€ alle 70€ ad applicazione.Quindi facendo anche solo 4 ricostruzioni al giorno potrai guadagnare dalle 160€ alle 280€ al giorno.

Non male direi come inizio!
Tutto questo operando da sola, con la massima flessibilità e libertà di gestire il TUO lavoro ed il TUO tempo libero!!

La formazione sulle unghie è essenzialmente gratificante. Non importa se aspiri a lavorare per qualcuno, oppure se preferisci metterti in proprio o se preferisci usarla solo con gli amici e la famiglia.

Diventare un'ONICOTECNICA qualificata e lavorare per se stessi, significa costruirsi la flessibilità e libertà di lavorare nelle ore che si scelgono intorno ai propri impegni e poter condurre lo stile di vita desiderato.
In questo modo puoi emergere con successo, conservando tutta la motivazione e il desiderio di ottenere ciò che vuoi veramente.

Quindi, se stai cercando di cambiare la tua carriera lavorativa o di cominciarne una nuova, sia che TU abbia appena finito la scuola o che TU sia già nel mercato dell'estetica professionale, l'apprendimento di nuove competenze rappresenta sempre un grande passo e una fantastica sfida. Se ti stai già avvicinando al mondo della Ricostruzione delle Unghie o se stai anche solo pensando di farlo e non ti interessa spendere mesi in una scuola ma vuoi una qualifica professionale e competente comodamente da casa tua senza spendere capitali… Questo è il Corso Unghie fatto apposta per TE !!
Il mercato della Ricostruzione Unghie è più florido che mai, ed una brava operatrice come diventerai TU troverà sempre lavoro e sarà capace di sviluppare al massimo il suo business.

Dopo aver seguito tutto il mio Corso Unghie Multimediale, con la dovuta pratica e professionalità, potrai mettere a disposizione un piano di assistenza per i nuovi clienti allo scopo di fidelizzarli e garantirti guadagni sicuri nel tempo che non avresti mai immaginato prima!!

Quindi cosa aspetti ancora, AFFRETTATI la prossima copia del Corso Multimediale Unghie potrebbe essere TUA !!!

Clicca sull'immagine qui sotto o sul link della pagina web, ti spiegherò meglio di cosa sto parlando!

www.corsounghieprofessionale.com

 

Un caro saluto da Loredana Lisi

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

CARNEVALE IL GIORNO PIU’ ALLEGRO DELL’ANNO!!!

Posted on febbraio 16th, 2010 in DALLA PARTE DEI BAMBINI, INSIEME IN FAMIGLIA by Loredana Lisi e Gianni Reinero

00

Il Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la quaresima ed è festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici e danze.
Si conclude il giorno di martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima.
Il nome deriva probabilmente dal latino medievale carne levare, cioè "togliere la carne" dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiare la carne durante i quaranta giorni di quaresima.

L'inizio del Carnevale varia da paese a paese, ma generalmente viene festeggiato nelle due settimane che precedono le ceneri. I festeggiamenti nel periodo del Carnevale hanno un'origine molto lontana, probabilmente nelle feste religiose pagane, in cui si faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni.
Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme di divertimento popolare.
Durante il Medioevo ed il Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica.
Ancora oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate balli e tanta allegria.


linea carvevale

 

Ricetta carnevalesca

"LE CHIACCHERE"

gif-carnevale-animata

 

Ingredienti:

150 g di farina bianca
15 g di burro
3 cucchiai di zucchero
1 piccolo uovo
1 cucchiaio di Marsala secco (o vino bianco secco)
abbondante olio per friggere
70 g circa di zucchero al velo
sale 

PallonciniCoriandoli

 

Preparazione:

Per prima cosa setacciate la farina e versatela sul piano di lavoro formando una fontana. Aggiungete il burro a pezzetti, lo zucchero, l’uomo, un pizzico di sale e il Marsala. ,Lavorate tutto fino ad ottenere un impasto liscio e consistente. Lasciatelo quindi riposare per 10 minuti.

Trascorso questo tempo, stendete l’impasto con un mattarello ricavando una sfoglia molto sottile. Con una rotella rigata ritagliate delle forme rettangolari che misurano 6×10 centimetri. Create un’asola al centro di circa 6 centimetri. Potete preparare in questo modo circa 30 chiacchiere.
 
Ora passiamo alla cottura. Scaldate in una padella abbastanza larga l’olioe quando raggiunge la temperatura mettete dentro le chiacchiere. Poche alla volta cosi si cucinano meglio. Se volete, prima di tuffarle nell’olio, potete prendere un’estremità della chiacchiera e passarla dentro l’asola rigirandola poi all’indietro. Immergetela nell’olio senza schiacciarla.

linea carvevale

FILASTROCCA DI CARNEVALE

Il Carnevale mi mette allegria
è la festa più bella che ci sia.
Si viene a scuola mascherati
belli pimpanti e tutti truccati!
Zorro che balla con Hello Kitty
Pinocchio rincorre tutti i Gormiti.
Ecco il costume di Avatar
e Pulcinella non sa che far…
Maschere antiche non ce n'è più
quello è il cartone visto in TV.
Ma ecco che arriva il più piccino
a cui hanno messo un vestitino
tutto a quadretti e colorato:
evviva Arlecchino è ritornato!
 
pagliaccio
 
 
Buon Carnevale a tutti grandi e piccini da…
 
Loredana Lisi

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

MASSAGGIO AL BAMBINO COME PREVENZIONE ALL’ABUSO

Posted on febbraio 10th, 2010 in DALLA PARTE DEI BAMBINI, IL MONDO DI LEI, IL MONDO DI LUI, INSIEME IN FAMIGLIA by Loredana Lisi e Gianni Reinero

pedofilia

Questo è un articolo che affronta un tema delicato e scottante, illustrando le virtù del massaggio infantile anche sul fronte della prevenzione degli abusi sui bambini.

Il tema, ad un primo impatto, forse può lasciare sconcertati. Noi genitori siamo semplicemente terrorizzati all'idea che i bambini possano essere molestati e tendiamo ad evitare discorsi dai sentimenti negativi che derivano da riferimenti a questo argomento, evitando il discorso che tanto non ci riguarda né ora né mai. Forse quando i bimbi saranno più avanti con l'età ci impegneremo, non senza difficoltà, a spiegare ai nostri figli come fare per proteggersi da persone che potrebbero volersi approfittare di loro.

Da questa prospettiva tuttavia, soprattutto se le raccomandazioni dei genitori arrivano in un'età in cui i bimbi non sono ancora completamente maturi da un punto di vista psico-cognitivo, può accadere che vengano percepiti dei messaggi carichi di ansia e di vibrazioni negative riguardo al contatto in generale.

E' invece importante che i nostri figli conoscano in modo inequivocabile, la differenza tra un tocco "buono" e uno che invece non lo è e, in questo senso, il massaggio infantile è un modo splendido e positivo per insegnarlo loro.

Attraverso il massaggio infantile, infatti, lavorando serenamente in un'epoca della vita che appare lontana dai possibili rischi a cui facciamo riferimento, possiamo attivare bene nei nostri bambini il "termometro" emozionale esistente dentro di loro, ovvero quella capacità di distinguere con immediatezza assoluta e senza dubbi rispetto al proprio autonomo sentire, la differenza tra un abbraccio rassicurante, soddisfacente e pieno d'amore e un abbraccio intrusivo, che genera sentimenti negativi o quantomeno ambigui e dubbi.

Accade, infatti, che chi abusa dei bambini, ostenti una presunta accondiscendenza da parte degli stessi perché…"non c'è stata resistenza". Ma chi si occupa di questo tema in termini professionali, sa bene che accade, e non di rado, che in un primo momento i bambini non siano in grado di cogliere esattamente il senso di ciò che sta accadendo, soprattutto se le persone che dedicano loro queste attenzioni particolari fanno parte della cerchia degli affetti e/o delle conoscenze strette.

Di certo sappiamo che ciò che accomuna i casi in cui un minore viene coinvolto da una persona più grande in attività connotate sessualmente, è

- da una parte la mancanza del "consenso consapevole": anche nel caso in cui il minore sia apparentemente consenziente e non si ribelli; infatti, il registro emotivo con cui viene filtrata quell'esperienza è connotato dall'ingenuità, dalla curiosità e/o dalla volontà di compiacere l'adulto;

- dall'altra il vincolo di segretezza a cui il bambino o la bambina è spesso obbligato, sotto minaccia, di raccontare tutto o peggio di far del male alle persone più care.

 Di sicuro quei bambini che vengono "allenati" fin da piccoli ad essere sensibili nei confronti di se stessi, a parlare delle loro emozioni, di ciò che è piacevole e di ciò che non lo è, di ciò che procura ansia e di ciò che offre serenità, sono quei bimbi che con maggiore probabilità (ma certezze in questo campo non ce ne sono…) sapranno agire, con una certa immediatezza, con un atto di resistenza nei confronti di un'esperienza "fiutata" come negativa o comunque saranno più portati, ancora una volta non senza difficoltà, a confidarsi con un adulto di cui si fidano davvero.

A fronte di queste sommarie considerazioni, è importante riflettere su quanto sia importante per l'armonico sviluppo della persona, che il bambino sia abituato a riconoscere e sentire la padronanza del proprio corpo e insieme ad esso del proprio "io", sviluppando un'immagine positiva di sé e affinando via via la fine consapevolezza delle proprie sensazioni.

Ecco che, con riferimento a quanto detto, emerge in maniera abbastanza intuitiva che un bambino costantemente massaggiato fin dalla primissima infanzia ha qualche vantaggio in più rispetto ad un bambino che viene semplicemente avvisato di cosa sia un tocco improprio. Grazie alla profonda reciproca "conoscenza" che il massaggio è in grado di instaurare tra il genitore e il bambino, si comincia a tessere un solido spazio di profonda confidenza che poi il genitore avrà cura di alimentare nel tempo fino ad invitare il proprio figlio a parlare apertamente di qualunque cosa, bella o brutta, possa mai accadergli.

In questa prospettiva, la sensibilizzazione al problema dell'abuso, non acquista più carattere allarmistico ma diventa un primo passo per l'arricchimento della consapevolezza e per la crescita della percezione del .

 

Un carissimo saluto da

LOREDANA LISI

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

LETTERA AL NUOVO ANNO 2010

Posted on gennaio 12th, 2010 in IL MONDO DI LEI, IL MONDO DI LUI, INSIEME IN FAMIGLIA, SPIRITUALITA' by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Buon anno nuovo

 

Caro anno 2010,

Ti scrivo questa mia breve lettera ma intensa di emozioni….le emozioni che sà dare ogni NUOVO ANNO!
Nuovo e piccolo, forse troppo piccolo per riuscire anche a leggere questa mia lettera, però sono sicura che quando ti giungerà,TU sarai già un po' cresciuto anche perchè ci metterà un po' di tempo a giungerti… anche perchè non ho ancora ben capito a quale indirizzo dovrò spedirtela.
TU sei ai tuoi primi giorni di vita: pulito, pieno di semplicità ed ingenuità con tante strade e possibilità davanti al tuo cammino.

IO, in fondo ti assomiglio un po' anzi una parte di me, che però fa sempre più fatica a venire fuori ed emergere…, perchè spesso mi manca il coraggio di vivere e fare delle scelte, ho paura di sbagliare, come ho già sbagliato tante volte… facendomi male troppo spesso!!!
Cosi preferisco stare lì, ferma e immobile, per paura di cadere ancora, però d'altra parte sono le ciccatrici che ci lascia addosso la vita che ci fanno crescere e diventare adulti.
La pioggia deve cadere sul seme per fare sbocciare il fiore, così come le avversità devono essere affrontate per modellare la nostra forza d'animo.
Caro anno nuovo, io non so come saranno i 365 giorni che dovremmo vivere insieme, ci saranno cose che accadranno che non dipenderanno da me ed altre che senza il mio volere non si realizzeranno mai, ci saranno persone che se ne andranno ed altre che verranno, ci saranno lacrime ma anche sorrisi, sia gioie che dolori.
Ci saranno giorni in cui starò male e piangerò, ma ce ne saranno anche altri in cui sorriderò solo guardando il cielo e scaldandomi al calore del sole dopo un improvviso temporale.
Sogni che si avvereranno guardando una stella cadere dal cielo ed altri che dovrò conquistarmi con il sudore delle fronte.
Ci saranno braccia che mi stringeranno al cuore ed altre che si rifiuteranno di avvicinarmi ad esso.
Amerò, odierò, griderò, camminerò, accarezzerò, abbraccerò… vivrò.
Si, Anno Nuovo, voglio farti una promessa: ti prometto che qualunque cosa mi accadrà durante questi giorni cercherò di non perdere mai la gioia di vivere e di guardare sempre oltre ai giorni di nebbia ed ai temporali.
Una sola cosa ti chiedo in cambio: non portarmi via le persone che mi sono accanto.
Sono la cosa più preziosa che possiedo e vorrei tenerle vicino al mio cuore più tempo possibile.
Non riesco più a scriverti ho gli occhi pieni di lacrime, vedo tutto appannato, il mio cuore è GRANDE, GRANDE ma fatto di panna:

Basta poco per scioglierlo!!!
Ora voglio iniziare a viverti… ti saluto e ti ringrazio per avermi permesso di essere ancora qui!!!

Un abbraccio forte ed un saluto da LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

TELELAVORO: IL VERO FUTURO DEL NOSTRO LAVORO ?

Posted on dicembre 22nd, 2009 in LAVORO by Loredana Lisi e Gianni Reinero

 

Foto TELELAVORO

 

Avere mai sentito parlare di "TELELAVORO"? Beh, questa è una parola che nel prossimo futuro potrebbe entrare a pieno diritto nel vocabolario delle tipologie di categorie professionali.

Sì ma cosa si intende per telelavoro?

Il telelavoro non è nient'altro che il modo più economico (anche dal punto di vista del guadagno sulle spese di gestione per il mantenimento del proprio lavoro), più ecologico e meno stressante per continuare a svolgere la propria professione. Già, forse il modo in cui tutti vorrebbero lavorare perchè è la possibilità rivolta a chi decide (o comunque a chi è permesso) di lavorare da casa, dalla propria postazione di lavoro, avvalendosi delle tecnologie attualmente disponibili di teleconferenza e videoconferenza e di messaggistica istantanea, che permettono di mantenere il contatto con i fornitori, i colleghi e con il proprio datore di lavoro senza necessariamente doversi spostare con un mezzo di trasporto.

Una ricerca condotta dai tecnici della Pennsylvania State University ha rivelato che il lavoro lontano dall’ufficio usando computer, cellulari e fax risulta essere più produttivo sia per i dipendenti che per le aziende. E' stato dimostrato che il telelavoro ha nel complesso un effetto benefico perché consente a chi lavora di avere un maggior controllo sulla propria attività. Questo metodo di organizzare il rapporto di lavoro con l'azienda per cui si presta la propria professionalità agisce sicuramente sul morale del dipendente, sull'equilibrio fra lavoro e famiglia e sullo stress causato dal contatto diretto con il capo, o con colleghi poco simpatici… Forse è proprio per questo motivo che il telelavoro sta crescendo molto negli Stati Uniti ed infatti sempre più americani lo preferiscono al lavoro tradizionale.
Il telelavoro quindi rappresenta una grande occasione per vivere lontano dallo stress, ma è anche un'ottima soluzione per equilibrare la nostra vita professionale e quella familiare.

in Europa, ed in particolare in Italia, c’è ancora molta perplessità nei riguardi del telelavoro anche se le persone che lavorano da casa sono in costante aumento. Che le aziende possano beneficiare di importanti vantaggi economici è una certezza, soprattutto in questo periodo di forte crisi economica; rimane però da superare il difficile scoglio culturale. Sono circa dieci milioni i telelavoratori in Europa, di cui cinque milioni quelli che operano abitualmente da casa, due milioni che hanno un ufficio mobile (pc portatile e telefono cellulare) e tre milioni classificabili come telelavoratori occasionali. In Italia, in totale, non si va comunque oltre il milione di cittadini che lavora fuori dall’ufficio.

Quali però le professioni più adatte a questa tipologia di lavoro? Dalle statistiche emerge che prevalgono soprattutto programmatori, addetti ai call center, webmaster, grafici, impiegati amministrativi.

Per ora ho voluto soltanto dare pochi cenni su questo importante e stimolante argomento che in un futuro non troppo lontano potrebbe riguardare molte più persone di quelle che oggi possiamo immaginare e la crisi economica, ambientale e strutturale che riguarda l'intero mondo del lavoro, senza distinzione di settore alcuna, ci spingerà inevitabilmente a fare profonde riflessioni sui metodi di produrre e distribuire lavoro, anche in Italia dove tutte le novità sembra arrivino sempre con grande ritardo ma che una volta sbarcate nel nostro "bel paese" procedono ad una velocità superiore ad altre più organizzate ed efficienti nazioni tecnologicamente avanzate.

Con questo post voglio dare il via alla realizzazione di una serie di articoli che pubblicherò a partire dai prossimi giorni e che ti daranno idee e spunti "illuminanti" su come affrontare la crisi rappresentata dalla diffusa disoccupazione o sul cambiamento "radicale" della propria attività lavorativa, che possa aiutarti a fare coniugare "l'utile al dilettevole", "il lavoro con la gratificazione", i sogni ed i tuoi obiettivi con la possibilità concreta di poterli raggiungere.

Quindi per ora ti saluto e ti invito a seguirmi al prossimo articolo.

Un saluto con affetto da GIANNI REINERO

Firma GIANNI REINERO 400x47px

Il MASSAGGIO UNIVERSALE®

Posted on luglio 14th, 2009 in L'ARTE DEL MASSAGGIO by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Il MASSAGGIO UNIVERSALE® è una tecnica originale ed esclusiva che racchiude le migliori e più efficaci manualità corporee basate sulle principali tipologie di massaggio praticato nelle varie tradizioni mondiali, da quelle occidentali a quelle orientali: • massaggio svedese, che viene eseguito su tutto il corpo ed è considerato decontratturante, agisce sul circolo emolinfatico; • massaggio californiano, un tipo di massaggio molto dolce particolarmente indicato per favorire il rilassamento sia fisico che mentale, i movimenti sono lenti ma continui, circolari e ininterrotti e l'applicazione di olii specifici agevola la manipolazione. Questo tipo di massaggio sortisce un effetto benefico sulla circolazione sanguigna e linfatica, facilta l'eliminazione delle tossine, aiuta nel trattamento di dolori articolari, muscolari e in quelli provocati da posture scorrette. Nel restituire una maggiore consapevolezza del proprio corpo, regala momenti di profondo rilassamento, lasciando una piacevole sensazione di calma e serenità; • massaggio Rolfing, un metodo di lavoro corporeo che oggigiorno mantiene una posizione di rilievo nel campo delle cure del corpo che condividono una visione olistica della persona. E' consigliato a chiunque soffra di risentimenti a carico della colonna vertebrale, di affezioni artrosiche o di problemi legati al corretto mantenimento della postura eretta, a chiunque voglia migliorare le proprie performance atletiche, la propria flessibilità, a chiunque voglia "sentire" di più il proprio corpo, conoscerlo, viverne meglio le emozioni, o ritardarne i processi di invecchiamento; • riflessologia plantare, una branca della medicina tradizionale cinese che utilizza il massaggio delle piante dei piedi. Il piede è una zona particolarmente ricca di terminazioni nervose e proprio esercitando pressione in punti precisi di esso cui corrispondono punti riflessi del corpo, (vale a dire che la stimolazione di un dato punto del piede provoca effetti in una particolare zona del corpo) questo tipo di massaggio zonale agisce su organi ed apparati interni depurandoli e favorendo il ripristino dell'equilibrio nell'organismo; • massaggio shatsu, tecnica praticata dai monaci tibetani basata sulla diffusione dei princìpi della medicina tradizionale cinese che ne costituiscono il fondamento teorico. Lo Shiatsu, infatti, affonda le sue radici nelle forme di manipolazione e massaggio tradizionale cinese. Questo massaggio è una tecnica manuale basata principalmente sulle pressioni portate con i pollici, le dita, i palmi delle mani, i gomiti, le ginocchia o i piedi. L'insieme di queste principali manualità corporee ed altre minori non menzionate, si fondono per dare vita al MASSAGGIO UNIVERSALE®, una potentissima tecnica capace di risvegliare il “MEDICO INTERNO” che esiste in ognuno di noi, portando sicuramente all'autoguarigione, non escludendo mai, per le patologie gravi, l'affiancamento e le cure della medicina tradizionale. Il MASSAGGIO UNIVERSALE® si può personalizzare con le seguenti specifiche tecniche di massaggio: – TECNICHE DI AUTOMASSAGGIO – MASSAGGIO DI COPPIA – MASSAGGIO IN GRAVIDANZA – MASSAGGIO INFANTILE – MASSAGGIO DI FAMIGLIA – MASSAGGIO ANTISTRESS e ANTIDEPRESSIVO – MASSAGGIO TERAPEUTICO DI MASSIMA EFFICACIA

 

Un abbraccio forte ed un saluto dai tuoi Loredana e Gianni

Firme LOREDANA e GIANNI

CAMBIAMO IL LOOK!!!

Posted on agosto 24th, 2009 in VI COMUNICHIAMO CHE... by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Carissimi Amici,

come potete notare abbiamo deciso di cambiare l'immagine grafica del nostro e vostro Blog. A quella un po' triste e malinconica basata su un paesaggio invernale, con cromie fatte di sfumature lilla e violetto (quella che riportiamo come promemoria sotto l'articolo), abbiamo voluto sostituire una grafica più immediata e diretta, che potesse trasmettere a chi la osservava tutti i contenuti ed i significati che questo punto d'incontro virtuale tra molte persone interessanti ha intenzione di esprimere. Fortunatamente, come ho già detto nella mia presentazione personale, io sono un grafico pubblicitario e grazie alla mia professionalità io e Lory riusciamo a curare personalmente tutta la parte grafica e d'immagine del Blog, senza aver bisogno di interventi esterni. Così, uno di questi giorni di caldissima estate genovese, guardando e riguardando sul monitor del computer la home page del nostro progetto "VivereInContatto.com", ci siamo detti "NO, NON CI PIACE!!!". Così ci siamo chiesti cosa avrebbero voluto vedere i nostri Amici lettori, o meglio quale "abito" avrebbero voluto vedere indossato al loro Blog preferito. Dopo lunghe e tribolate elaborazioni, prove e controprove, siamo riusciti a partorire quello che ora vedete sul vostro monitor, con la speranza che le nostre scelte ed intenzioni personali possano avvicinarsi il più possibile alle vostre aspettative e gusti personali, perchè questa è un po' come la nostra ma anche la vostra casa su internet e ci sembra giusto che debba essere "arredata" nel modo più piacevole per tutti!!!

Vecchio tema blog VIVEREINCONTATTO

Ora ci farebbe molto piacere sapere i vostri giudizi e consigli, perchè per noi è molto importante essere certi di potervi offrire un "ambiente confortevole" dove potervi accogliere ed incontrare, per dialogare su i più svariati argomenti di reciproco interesse e per scambiarci opinioni ed esperienze, tutto questo al solo scopo di crescere insieme ed ampliare quel poco o tanto di saggezza che desideriamo coltivare dentro di noi.

Attendo i vostri commenti, ci conto!!!

Un saluto, a presto.

Firma GIANNI REINERO 400x47px

IL MESSAGGIO DEL MASSAGGIO

Posted on ottobre 20th, 2009 in L'ARTE DEL MASSAGGIO by Loredana Lisi e Gianni Reinero

 

FOTO MASSAGGIO

 

QUESTI SONO I PRINCIPALI MESSAGGI CHE IL MASSAGGIATORE TRASMETTE, CON AMOREVOLE CALORE, AL MASSAGGIATO CHE POTRÁ FRUIRE DI TUTTA L'ENERGIA BENEFICA CHE GLI VIENE DONATA PER PROCURARGLI PROFONDO BENESSERE DUREVOLE NEL TEMPO:

• IL  MASSAGGIO RIPROGRAMMA LA MEMORIA DEL COMPORTAMENTO MUSCOLARE: DA TESI A RILLASSATI. • IL MASSAGGIO È UN TOCCASANA A PORTATA DI MANO: UN CONTATTO CAPACE DI NUTRIRE, ATTRAVERSO LE SENSAZIONI TATTILI TRASMESSE DAI RECETTORI DELLA PELLE, IL CORPO, LA MENTE E LO SPIRITO. • RISPONDE AL BISOGNO DI CURA E DI AMORE DI CUI OGNI INDIVIDUO NECESSITA FINO DALLA PRIMA INFANZIA. BISOGNO SODDISFATTO DALL'ACCUDIMENTO MATERNO, MA CHE COL TEMPO, CRESCENDO VIENE SOTTOVALUTATO E TRASCURATO. • COMBATTE LA SOLITUDINE, PERCHÈ NON SI È MAI SOLI DURANTE UN MASSAGGIO, MA QUALCUNO SI STA PRENDENDO CURA DI NOI. • MIGLIORA IL SONNO E L'UMORE PERCHÈ FAVORISCE LA PRODUZIONE DA PARTE DELL'ORGANISMO DI ORMONI COME: MELATONINA, RESPONSABILE DI UN BUON SONNO E LE ENDORFINE CHE SONO GLI ORMONI DEL PIACERE E DEL BUON UMORE, FACENDO COMPRENDERE COSI CHE IL PIACERE PUÓ ESSERE PROPRIO A PORTATA DI MANO. • MIGLIORA LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E LINFATICA ALLEVIANDO I DOLORI  DI VARIA NATURA, QUALUNQUE ESSI SIANO. • FA PERCEPIRE LA FORZA DEI LEGAMI ENERGETICI PERCHÈ DURANTE UN MASSAGGIO SI HA UNO SCAMBIO ENERGETICO DI DARE E AVERE TRA MASSAGGIATORE E MASSAGGIATO. • MIGLIORA LA NOSTRA IMMAGGINE CORPOREA CON LA PERCEZIONE DEL NOSTRO LIMITE, LA NOSTRA SUPERFICIE, IL NOSTRO PERIMETRO DELINEATO DALLA NOSTRA PELLE. • IL MASSAGGIO È UN CONTATTO CHE ILLUMINA LA MENTE E ACCENDE LA GIOIA DI VIVERE. • IL MASSAGGIO È LA PIÚ ANTICA MODALITÁ TRAMITE LA QUALE UN ESSERE UMANO HA IMPARATO A LENIRE LA SOFFERENZA E LA STANCHEZZA DI UN SUO SIMILE.

"QUANDO UNA PARTE DELLA POPOLAZIONE MONDIALE MASSAGGERÁ L'ALTRA METÁ ALLORA NON CI SARANNO PIÚ GUERRE E SOFFERENZE"

(Dott. Giovanni Leanti La Rosa)

 

Un saluto ed un abbraccio forte dalla tua

LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

IL MASSAGGIO INFANTILE: UN’ESPERIENZA DI PROFONDO CONTATTO

Posted on ottobre 21st, 2009 in DALLA PARTE DEI BAMBINI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

massaggio-bambini-hotel-folgaria21[1]

MOLTI STUDI CONDOTTI NELL'UNIVERSITÁ DEL COLORADO HANNO DIMOSTRATO CHE I NEONATI, LE CUI MADRI HANNO MAGGIOR DIFFICOLTÁ NEL CULLARLI, TOCCARLI O SEMPLICEMENTE PARLARE LORO, SOPRATTUTTO NEI PRIMI MESI DI VITA, HANNO IN MODO PIÚ FREQUENTE RITARDI NELLA CRESCITA E NELLO SVILUPPO PSICOMOTORIO.

UNA MASSIMA DI MOZART DICE CHE TRE COSE SONO NECESSARIE AD UN BUON MUSICISTA: LA TESTA, IL CUORE E LA PUNTA DELLE DITA. QUESTO PUÓ OGGI ESSERE APPLICATO A TUTTI I GENITORI CHE ANNO FIGLI PICCOLI DI ETÁ INFERIORE AD UN ANNO. LE NOSTRE MANI NON SOLO COMUNICANO AMORE, CALORE, MA QUANDO VENGONO USATE PER MASSAGGIARE IL NOSTRO BAMBINO TRASMETTONO SICUREZZA,VOGLIA DI VIVERE E BENESSERE.

LA FORMAZIONE DEL LEGAME ED IL PROCESSO DI ATTACCAMENTO CON IL PROPRIO BAMBINO NON È INSITO DENTRO DI NOI, MA È IL RISULTATO PROFONDO DEL MODO IN CUI NOI CI PRENDIAMO CURA DEI NOSTRI FIGLI.

COME INFERMIERA PEDIATRICA RITENGO CHE IL MASSAGGIO DEL BAMBINO POSSA ESSERE UN'ESPERIENZA GIOIOSA PER TUTTI I GENITORI, NON SOLO PER LE MADRI MA ANCHE UN'OCCASIONE PER I PADRI DI PROVARE A COSTRUIRE ESPERIENZE TATTILI CON IL PROPRIO FIGLIO. QUESTA ESPERIENZA PER ENTRAMBI, SARÁ LA POSSIBILITÁ DI CREARE LE FONDAMENTA NECESSARIE PER UNA BUONA CRESCITA ED UN FUTURO FELICE PER IL TUO CUCCIOLO.

SE TI APPASSIONA L'ARGOMENTO E VUOI AVERE ULTERIORI NOTIZIE SUI CORSI TI INVITO A VISITARE IL NOSTRO BLOG www.corsidimassaggigenova DOVE POTRAI TROVARE TUTTE LE INFORMAZIONI DI CUI HAI BISOGNO PER ISCRIVERTI E PARTECIPARE A QUESTO MERAVIGLIOSO E DOLCISSIMO PERCORSO DIDATTICO, UN VERO E PROPRIO REGALO DA FARE AL TUO BAMBINO, UN DONO CHE PORTERÁ CON SÈ COME UN PREZIOSO TESORO PER TUTTA LA VITA.

Un saluto ed un abbraccio forte dalla tua

LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

LA DEPRESSIONE DEL PAPÀ

Posted on ottobre 21st, 2009 in IL MONDO DI LUI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Depressione papà

LA DEPRESSIONE MASCHILE È UN FENOMENO CHE SI STA SEMPRE PIÙ DIFFONDENDO TRA GLI UOMINI .

L'ASPETTO PIÙ DRAMMATICO DELLA DEPRESSIONE MASCHILE È CHE GLI UOMINI NON RICONOSCONO DI ESSERNE AFFETTI. ESSENDO ORMAI SEMPRE PIÙ SPESSO ABITUATI A VIVERE COME DEI "SUPEREROI", OCCUPANDOSI NON SOLO DEL LAVORO E DELLA CARRIERA MA ANCHE SEMPRE PIÙ DELLA FAMIGLIA NON SI ACCORGONO CHE PIANO PIANO SI AMMALANO DI QUESTA MALATTIA CHIAMATA ANCHE "MALE DI VIVERE". QUANDO L'UOMO DEPRESSO RICONOSCE DI AVERE TUTTI I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE, ORMAI  LA MALATTIA È ARRIVATA AD UNO STATO AVANZATO IN CUI NON SI PUÒ PIÙ RICORRERE AI FARMACI. LA DEPRESSIONE MASCHILE PURTROPPO HA CONSEGUENZE ED EFFETTI CHE SI RIVERSANO SU TUTTA LA FAMIGLIA, SOPRATTUTTO SUI FIGLI. IN QUESTO CASO PARLIAMO DELLA DEPRESSIONE DEL PAPÀ, CHE SEMBRA AVERE UNA NOTEVOLE INFLUENZA NEI BAMBINI ED IN PARTICOLARE SUI RAGAZZI. FINO AD OGGI GLI STUDI SI ERANO PARTICOLARMENTE  CONCENTRATI SUGLI EFFETTI CHE HA LA SALUTE MENTALE DELLA MADRE SUL COMPORTAMENTO DEI FIGLI, MA STUDI PIÙ RECENTI HANNO EVIDENZIATO QUANTO IL PADRE DEPRESSO PUÒ MAGGIORMENTE INFLUENZARE IN MODO NEGATIVO I FIGLI. QUESTO PERCHÈ IL RUOLO DI CURA ED ACCUDIMENTO DEI FIGLI DA PARTE DEL PADRE, OGGI È SEMPRE PIÙ FREQUENTE ED IMPORTANTE. SEMBRANO SOPRATTUTTO I FIGLI DI SESSO MASCHILE AD ESSERNE PIÙ VULNERABILI, SOPRATTUTTO NELL'ETÀ DELL'ADOLESCENZA HANNO MAGGIORI RISCHI DI SVILUPPARE COMPORTAMENTI SUICIDA O DI ALCOLISMO. QUINDI UOMINI DEPRESSI MA SOPRATTUTTO PAPÀ DEPRESSI STATE MOLTO ATTENTI ALLE GRAVI CONSEGUENZE DELLA VOSTRA DEPRESSIONE. NEL PROSSIMO ARTICOLO TRATTEREMO I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE MASCHILE E COME RICONOSCERLI. A PRESTO ! Un abbraccio forte ed un saluto da LOREDANA Firma LOREDANA LISI 400x95 px

PARLIAMO DI ORGASMO FEMMINILE

Posted on ottobre 27th, 2009 in IL MONDO DI LEI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

L’orgasmo è una piacevole risposta psicologica e fisiologica ad un stimolo sessuale. È il terzo stadio, dopo la fase di plateau nel rapporto sessuale, a cui normalmente segue una fase di rilassamento della tensione sessuale. Durante l'orgasmo, sia nei maschi che nelle femmine, si verificano contrazioni muscolari dell’ano e dei muscoli pelvici, così come degli organi sessuali. Nella donna, l’orgasmo segue ad una lubrificazione delle pareti vaginali e da un aumento del clitoride dovuto ad un maggiore afflusso di sangue che rimane nel tessuto spugnoso di cui è anatomicamente composto. Alcune donne hanno un arrossamento diffuso sul corpo, dovuto appunto ad un aumento del flusso sanguigno. Quando la donna si avvicina all’orgasmo, il clitoride si muove verso l’interno e le piccole labbra diventano di colore più scuro. Quando l’orgasmo diviene imminente, la vagina diminuisce di dimensioni e anch'essa subisce un afflusso maggiore di sangue e il clitoride si ritira e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Durante l’orgasmo l’utero, la vagina ed i muscoli pelvici hanno una serie di contrazioni ritmiche. Dopo che l’orgasmo è finito, il clitoride riemerge e recupera, in circa 10 minuti, le proprie normali dimensioni. A differenza dell’uomo, la donna può avere un secondo orgasmo subito dopo il primo (alcune donne possono averne 3 o 4): ciò è noto come orgasmo multiplo. Studi mostrano che circa il 13% delle donne hanno avuto esperienze di orgasmi multipli. L’orgasmo per la donna, come per l’uomo, può essere associato ad azioni involontarie, vocalizzazioni o spasmi muscolari in altre parti del corpo. Generalmente è associato con una generale sensazione di euforia. In termini evolutivi è chiaro che l’orgasmo maschile è necessario per la riproduzione in quanto associato all’eiaculazione. Per l’orgasmo femminile alcuni autori sostengono che contribuisca alla ritenzione dello sperma all’interno, aumentando le possibilità di fecondazione.

Continuerò a chiacchierare con te di questo interessante argomento in un prossimo articolo…

 

 

Ciao a tutti, a presto !

Un abbraccio forte ed un saluto da LOREDANA Firma LOREDANA LISI 400x95 px

SINTOMI DELLA DEPRESSIONE DEL PAPÁ

Posted on ottobre 26th, 2009 in IL MONDO DI LUI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Nell'adulto, specie se di sesso maschile, la depressione può presentarsi con sintomi atipici. Molte persone non riescono a riconoscere nemmeno con se stesse di stare male perciò il disagio psicologico viene somatizzato. Il corpo esprime la fatica di vivere con una serie di malesseri come: i dolori alle gambe per indicare la fatica di reggersi sulle proprie gambe, la stanchezza cronica che è l'espressione della propria stanchezza interiore, la cefalea che rappresenta una testa troppo piena di ansie e preoccupazioni, i disturbi gastrointestinali  simbolo delle cose che facciamo fatica a "digerire" e così via. Il desiderio sessuale ha un vistoso calo: la persona depressa sperimenta poca o nessuna voglia di fare l'amore. Il sonno è disturbato: ci può essere un'insonnia oppure si può avere un eccessivo bisogno di sonno. In genere queste persone girano da un medico all'altro e si sottopongono ad una serie di esami che risultano essere negativi ma continuano a pensare di avere un " brutto male".

La depressione si classifica in tre stadi: lieve, media e grave. Depressione lieve. Una persona che è depressa in modo lieve può nascondere facilmente a se stessa e agli altri la sua condizione psicologica. Apparentemente è tutto come prima: si lavora e ci si occupa della famiglia ma in modo diverso: manca il piacere di fare le cose e, a volte, tutto sembra un peso. Spesso la persona depressa si sente "spenta", niente sembra coinvolgerla ed entusiasmarla. Ci si sente annoiati ed apatici, oppure irritabili e di cattivo umore: si scatta per ogni piccolezza. Il pensiero tende al pessimismo: si ha la tendenza a rimuginare su fatti spiacevoli e a pensare che ormai nella propria vita non può succedere niente di bello. Anche chi sta accanto ad un uomo depresso ne risente, moglie e figli della persona depressa percepiscono da parte di quest'ultima freddezza e distacco. C'è una sensazione di ridotta energia: ci si sente sempre stanchi anche al mattino appena alzati. Il sonno difficilmente è ristoratore e spesso è disturbato: si fa fatica a dormire oppure ci sono frequenti risvegli verso le quattro o le cinque del mattino. Depressione media. In questo caso, si sperimenta una profonda stanchezza: tutto, anche le attività più semplici, costano molta fatica e sembrano un peso insormontabile. La persona non ha più l'energia per assolvere tutti gli impegni, si trascura il lavoro, il proprio aspetto, la casa, la famiglia. La capacità di provare amore è diminuita: non si prova più niente nemmeno verso il partner e i propri figli che appiano all'improvviso degli estranei. Il desiderio sessuale è assente. La persona depressa si sente in colpa per questo stato di cose, reputandosi un individuo indegno. L'autostima è a terra: la persona è molto negativa. Cominciano a comparire pensieri di morte, anche se spesso non c'è un vero intento suicida. In questa fase la persona comincia a pensare che gli altri starebbero meglio senza di lui, oppure che nessuno sarebbe dispiaciuto per la sua morte. Si fa fatica a concentrarsi, ci si dimentica le cose, chi è depresso lamenta spesso di non riuscire a prendere da solo neanche le decisioni più semplici. Il mattino è il momento più critico della giornata: la persona depressa fa moltissima fatica ad alzarsi dal letto, mentre verso sera si verifica un leggero miglioramento del tono dell'umore. Depressione grave. Una persona gravemente depressa non è più in grado di lavorare e di occuparsi di se stessa. Spesso trascorre tutto il giorno a letto. I movimenti sono lenti ed incerti come se la persona si muovesse al rallentatore, anche pensare diventa faticoso. Alcuni esperti sottolineano che il comportamento di un depresso grave assomiglia a quello di un morto vivente, infatti la morte viene vista come l'unica via d'uscita. Il depresso grave è infatti tormentato da pensieri di colpa eccessivi, di biasimo verso se stessi, di morte e di suicidio. L'alimentazione e il sonno sono gravemente disturbati. Se ti sei riconosciuto in questi sintomi, non devi disperarti. La depressione è una condizione psicologica molto comune, che non solo può essere curata ma da cui si può guarire completamente, riconquistando  un equilibrio psicologico migliore. Un abbraccio forte ed un saluto da LOREDANA Firma LOREDANA LISI 400x95 px

180px-Uomo_depresso

PARLIAMO ANCORA DI ORGASMO AL FEMMINILE

Posted on ottobre 28th, 2009 in IL MONDO DI LEI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Orgasmo vaginale e clitorideo. Bisogna precisare che non ci sono due tipi di orgasmo, può solo cambiare il tipo di stimolazione per raggiungerlo. Il clitoride è molto sensibile alle stimolazioni. Può essere stimolato in vari modi, con stimoli manuali o attraverso una pressione e sfregamento con il corpo del partner. Alcune donne provano dolore in presenza di stimolazione diretta. Una migliore stimolazione si ha con la donna sopra in posizione tale che il clitoride si sfreghi con l’osso pubico dell’uomo. Questo peraltro si verifica anche quando è l’uomo a stare sopra in una posizione tale che l’osso pubico eserciti pressione nella zona clitoridea. Per alcune donne la parte esterna della vagina è anche molto sensibile. Questo viene riferito come "orgasmo vaginale". Sigmund Freud sosteneva che le donne "mature" hanno un orgasmo solo vaginale, questo ovviamente conferiva un ruolo centrale al pene per la soddisfazione sessuale della donna. In realtà l’orgasmo è un’esperienza individuale e non c’è un percorso "corretto" per raggiungerlo. Orgasmo e barriere psicologiche. Sebbene l’utilizzo di tecniche o posizioni particolari possa essere utile a favorire l’orgasmo femminile, anche la mente della donna dev'essere preparata. Per molte donne infatti sensi di colpa, insicurezza e pensieri negativi possono influenzare e prevenire la comparsa di un’eccitazione adeguata e dell’orgasmo. Alcune donne provano vergogna nel sesso e non riescono a viverlo come esperienza di gioia. Alcune donne sono insicure del proprio corpo, lo sentono lontano dai "modelli di bellezza" e ciò provoca difficoltà nel raggiungere l’orgasmo. Altre donne sono così concentrate su se stesse per raggiungere l’orgasmo che trascurano il partner e entrano in ansia, allontanandosi dallo stato psicologico giusto per l’effettivo raggiungimento dell’orgasmo. Alcune donne non hanno mai provato l’orgasmo e si domandano se c’è speranza di provarlo. Come fare ? Liberarsi delle barriere psicologiche, se presenti, è il primo passo. Poi è importante trovare modi per entrare in sintonia con il proprio corpo, per sentirsi a proprio agio con esso, per "piacersi". Infine bisogna trovare il modo di comunicare al proprio partner cosa piace, quali stimolazioni, sia prima del rapporto che durante, possono essere più efficaci e quali posizioni sono preferite. Si può sperimentare la posizione lei sopra, almeno quando si ritiene che l’orgasmo si avvicini, cercando con dei movimenti di raggiungere pressione e sfregamento tra la zona clitoridea e l’osso pelvico del maschio. Anche l’atmosfera nel rapporto è molto importante; la situazione, la preparazione, il luogo, le luci (magari a lume di candela) possono giocare un ruolo determinante. Esercizi preparatori. Ci sono alcuni esercizi semplici ma efficaci che possono preparare la donna a provare questa esperienza. Consiste nel contrarre i muscoli pubococcigei (come se si cercasse di trattenersi dall’urinare) con un intervallo di 10 secondi per 150 volte ogni giorno, con contrazioni rapide e lunghe. Spero di averti incuriosita abbastanza e di esserti stata utile….a presto! Al prossimo articolo su questo intrigante argomento.

Ciao dalla tua LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

COSA INTENDIAMO PER MEDITAZIONE

Posted on ottobre 29th, 2009 in SPIRITUALITA' by Loredana Lisi e Gianni Reinero

foto meditazione

Meditazione è uno stato o un modo di essere che significa consapevolezza e presenza. Recentemente sono stati usati nuovi nomi per indicare lo stato della meditazione: in psicologia, si parla di esperienze di flusso oppure, nello sport, di essere in "THE ZONE". Si tratta di uno stato armonico in cui puoi dare il meglio di te senza sforzo. Corpo e mente funzionano come un'unica entità totalmente coordinata: sei rilassata/o e pienamente focalizzata/o su ciò che stai facendo. Le tecniche di meditazione, in ogni cultura, in oriente come in occidente, hanno la caratteristica comune di allenare chi le pratica a rilassarsi e a focalizzare l'attenzione nel momento presente. Sono esercizi che non hanno collegamenti religiosi né tanto meno richiedono che TU abbia un sistema di valori o credenze. In tutte le epoche, in ogni parte del mondo, sono stati utilizzati perché efficaci per raggiungere l'armonia tra mente, corpo e spirito. Lo stato di meditazione è qualcosa di naturale che fa parte dell'esperienza di tutti. I casi sono innumerevoli in tutti gli ambiti della vita. Pensa alle situazioni in cui hai avuto la sensazione di un coinvolgimento totale: colpendo una palla con facilità, potenza e in pieno coordinamento, danzando in completa armonia con la musica e il partner, dando a tua/o figlia/o un abbraccio amorevole, lavorando con un gruppo di persone motivate nel raggiungere il loro obiettivo, in un colloquio delicato con un collaboratore, il capo o un cliente, scrivendo, cantando o in attività ordinarie del quotidiano. È come quando si era bambini: totalmente immersi nelle azioni e nelle sensazioni del momento, senza alcuna separazione tra il sè e l'esperienza. Tutte le energie fisiche e mentali ne sono coinvolte. Si è a proprio agio e padroni della situazione, senza il bisogno di "controllare" ciò che accade intorno a noi. Infatti una mente e un corpo rilassati permettono di dare il meglio di se in qualunque situazione, soprattutto sotto pressione. Si ottiene il "meglio" con maggiore piacere e creatività e minor sforzo e dispendio di energia. Si tratta quindi di ritrovare quelle attitudini che ci appartenevano e da cui abbiamo perso contatto crescendo.

A tal proposito ti segnalo un prezioso corso di Foto Italo Choni Dorje (con bordo bianco)Meditazione, la nuova versione dell'interessantissimo Cd "Meditazione Guidata", creato da uno dei più esperti e competenti insegnanti di meditazione che abbiamo in Italia: Italo Choni Dorje, insegnante di Meditazione secondo la tradizione antica (Nyingma) del Buddhismo Tibetano (per espresso desiderio del suo Maestro, A_zom Rinpoche).

CLICCA SULLA COPERTINA DEL CD E TI TROVERAI IMMEDIATAMENTE NELLA PAGINA WEB DOVE TROVERAI TUTTE LE ISTRUZIONI PER ACQUISTARE IL MERAVIGLIOSO CAPOLAVORO DELLA "MEDITAZIONE GUIDATA" AD UN PREZZO VERAMENTE INCREDIBILE !!!

banner6mod

Buona meditazione a tutti….a presto!

Un saluto dal tuo Gianni

Firma GIANNI REINERO 400x47px

SI PUÓ GUARIRE DALLA DEPRESSIONE DEI PAPÁ?

Posted on ottobre 29th, 2009 in IL MONDO DI LUI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

felicita' foto

La risposta è decisamente affermativa, ma  bisogna farsi curare. Non si può uscire da una depressione, specie se grave, da soli,  facendo ricorso alla forza di volontà. La depressione è un disagio psicologico grave: consigliare ad un depresso di "tirarsi su" o di "pensare positivo", è efficace come consigliare ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e camminare.

E'importante sapere che dalla depressione non solo si può guarire, ma in molti casi, si può addirittura uscirne rafforzati. La depressione è un disagio esistenziale che porta con sé una possibilità di crescita e di riscatto e una forza innovatrice. Spesso la depressione nasce dalla consapevolezza inconscia di essere intrappolati in una vita monotona e priva di piacere. Il depresso non vive la sua vita, ma vive la vita che gli altri hanno progettato e deciso per lui.

Tutto sembra vuoto e senza senso, perché la persona depressa non è in contatto con i suoi sogni e bisogni. La sofferenza della depressione rompe un equilibrio insoddisfacente, che magari durava da anni e spinge ad allargare i propri orizzonti a trovare nuove strade.

La strada per vincere la depressione è imparare a scoprire se stessi, smettere di preoccuparsi in continuazione di quello che pensano gli altri e liberarsi di aspettative poco realistiche. Imparare ad ascoltarsi e prendere contatto con i propri sogni e desideri è il primo passo per stare meglio.

Come curare la depressione? In genere, per la cura della depressione sono indicate la psicoterapia, associata nei casi di depressione grave, alla farmacoterapia.

A questo proposito, è importante  sapere che l'efficacia degli antidepressivi dipende dalla gravità della sintomatologia depressiva.

In altre parole, gli psicofarmaci avrebbero un effetto maggiore sulle depressioni gravi rispetto a quelle lievi. Esiste dunque il fenomeno dei non responders, persone su cui il farmaco non funziona. E' inutile dunque procedere con l'accanimento terapeutico, cambiando in continuazione farmaco con il rischio di spiacevoli effetti collaterali.

E'importante sottolineare che il farmaco, da solo, non basta.

Gli psicofarmaci possono ridurre in modo considerevole i sintomi della depressione, ma non possono intervenire sulla scarsa autostima e sulla fragilità psicologica  che hanno contribuito all'instaurarsi di una condizione depressiva.

Un ulteriore rischio dell'uso prolungato di psicofarmaci è quello di indurre uno stato di dipendenza psicologica : la persona depressa si affida ad una pillola per avere il benessere, invece di imparare ad utilizzare le sue capacità e risorse personali  per cercare di essere felice.

Detto questo, è importante ribadire che, nei casi di depressione grave, la psicoterapia da sola non basta e diventa necessario integrare il trattamento psicologico con quello farmacologico.

Gli psicofarmaci sono medicinali a tutti gli effetti e, in quanto tali, vanno prescritti dal medico in base all'età e allo stato di  salute. L'autoprescrizione di farmaci può rivelarsi molto pericolosa, come anche assumere il farmaco in dosi superiori a quelle consigliate.

La sospensione del trattamento dovrebbe essere concordata con il proprio medico curante e  avvenire gradualmente. E' invece vivamente sconsigliabile interrompere il trattamento da un giorno all'altro.

Quindi abbiamo capito che uscire da una depressione si può sicuramente, ma  bisogna farsi curare. Non è possibile uscire da una depressione, specie se grave, da soli , facendo ricorso alla forza di volontà!!!

Ciao a tutti…..a presto!

LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

YOGA: UN TRATTAMENTO ALTERNATIVO DELLA DEPRESSIONE

Posted on ottobre 31st, 2009 in IL MONDO DI LUI, UNA BUONA SALUTE A TUTTI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

foto yoga

 

Cari "maschietti" vi sentite depressi o a terra? Non prendete automaticamente un anti-depressivo. Fate yoga. Oggigiorno, il tipico trattamento per la depressione prende la forma di una pillola, che spesso può portare a dipendenza e a gravi effetti collaterali. Comunque, prima delle moderne aziende farmaceutiche, i "saggi orientali" avevano scoperto un metodo per calmare la mente e quietare lo spirito. Questi esercizi fisici, chiamati “asanas”, sono ciò a cui solitamente gli occidentali moderni pensano quando sentono la parola “yoga”. Le posture dello yoga hanno dimostrato in particolare di aumentare il livello dei neurotrasmettitori GABA, che sono in grado di alleviare la depressione. Le origini dello yoga risalgono a decine di migliaia di anni fa. Yoga, nel senso più ampio del termine, non è solo esercizio fisico, ma consiste anche in una completa filosofia e prescrizione per il benessere emozionale e spirituale. Le “asanas” (o posture) dello yoga furono sviluppate per preparare il corpo e la mente a lunghi periodi di meditazione. Gli antichi yogi credevano fosse difficile raggiungere alti livelli di consapevolezza spirituale con un corpo che soffriva di cattiva salute. La mente ha anche bisogno di diventare calma e serena e questo fu realizzato attraverso la pratica fisica delle “asanas”. Attraverso ripetuti tentativi per migliaia di anni, lo yoga si è sviluppato per diventare una potente ed efficace pratica corpo/mente. Quindi lo yoga è una speciale forma di esercizio, appositamente creata, per calmare la psiche e ridurre il chiacchierio e l’agitazione mentale. Sicuramente si può avvertire un sollievo dallo stress attraverso molte attività fisiche, ma lo yoga, diversamente dalla maggior parte delle forme occidentali di esercizi fisici, fu in realtà creato per dare un senso di pace e di serenità. Studi occidentali hanno dimostrato che l’esercizio regolare dello yoga può portare sollievo alla depressione. Per di più, come dicono molti entusiasti praticanti di yoga, questa disciplina sembra andare oltre i benefici del generico esercizio fisico, aumentando la felicità complessiva.

A presto !!!

Ciao dalla tua LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

I PAPÁ ED IL MASSAGGIO INFANTILE

Posted on novembre 1st, 2009 in IL MONDO DI LUI, L'ARTE DEL MASSAGGIO by Loredana Lisi e Gianni Reinero

Massaggio Infantile del Papà

 

Ai nostri corsi di Massaggio Infantile la mamma e il papà insieme, sono entrambi desiderosi di "imparare" qualcosa di nuovo che forse ancora non conoscono nel dettaglio, ma che già intuiscono essere bello e buono per il loro "cucciolo".
Nove volte su dieci è la mamma a disporsi davanti al cuscino sul quale adagia il piccolo coccolandolo mentre ascolta le prime parole di benvenuto di Loredana come insegnante e le mie come suo assistente. 
Solitamente il papà c'è ma da subito si pone un pochino sullo sfondo, come se gli venisse implicitamente assegnato un ruolo che in quel contesto anche a lui sembra naturale assumere, ovvero quello di assistente della coppia mamma-bambino. 
I papà di oggi sono senz'altro diversi dai loro stessi padri, sono più attivamente coinvolti già nella fase della gestazione, partecipano a volte ai corsi di preparazione al parto a fianco delle compagne, assistono alla nascita del loro bambino in sala parto e una volta nato il piccolo non si tirano più indietro per quanto riguarda le cure pratiche come il cambio del pannolino, il bagnetto, etc. 
Ma quando si tratta di massaggio eccoli retrocedere al vecchio ruolo di spettatori. Una volta un papà ci disse: "Fatemi fare di tutto, cambio, gioco, cullo, lavo, se potessi allatterei anche, ma il massaggio no per favore!" – Rimasi colpito da questa affermazione categorica che però non mi sorprese più di tanto perché dimostrava in modo chiaro un fenomeno che tutti noi insegnanti di massaggio possiamo osservare in modo statisticamente rilevante. 

Ma perché questo pudore da parte degli uomini (o comunque della maggioranza di essi) nei confronti della pratica del massaggio in generale e ancor più di quella al bambino? 
Credo che dipenda dall'atteggiamento cognitivo ed emozionale che caratterizza l'uomo e l'energia di cui è generalmente portatore, un'energia "yang" che orienta al movimento, all'attività, alla realizzazione, alla protezione spesso pratica. 
Il massaggio al proprio bimbo da questo punto di vista, letto attraverso l'ottica dell'energetica dei sistemi viventi, tende a schiudere un'energia più "yin", di introspezione e interiorizzazione, di passività, in quanto conduce in uno spazio dello "stare", che grazie al delicatissimo e potentissimo linguaggio del tocco, è capace di arrivare a sussurrare un profondo messaggio d'amore e di presenza fino al centro delle cellule di entrambi. 

Potrebbe essere che gli uomini intuiscono la profondità di questa pratica e quasi per rispetto si mettono un po' in disparte per osservare questo magico momento che nasce tra genitore e figlio? 

Non per tutti è così naturalmente! Alcuni papà amano sedersi a massaggiare il proprio bambino e anche se il loro tempo spesso è limitato rispetto a quello delle mamme, si impegnano a ritagliarsi degli spazi propri poiché intuiscono come questa pratica possa consentire anche a loro di recuperare una dimensione di intimità tattile, e quindi di linguaggio profondo, di cui le mamme godono naturalmente grazie alla fisicità della gestazione e dell'allattamento. 
In questo senso, la partecipazione attiva del papà al massaggio non solo rinforza il legame di attaccamento e fiducia da parte del bambino nei confronti del genitore maschio, ma spesso tende a rinsaldare anche il rapporto di coppia grazie a quel sentimento di profonda gratitudine che la mamma prova nei confronti del compagno così esposto e vulnerabile grazie all'esperienza di una paternità intensamente vissuta.

Al prossimo articolo.

Un saluto con affetto dal vostro GIANNI
 

Firma GIANNI REINERO 400x47px

YOGA: METODO ANTICO MA SEMPRE EFFICACE CONTRO LA DEPRESSIONE

Posted on novembre 3rd, 2009 in IL MONDO DI LUI, UNA BUONA SALUTE A TUTTI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

COME LO YOGA MIGLIORA LA SALUTE MENTALE?

A livello fisico, le posture dello yoga sono create per massaggiare gli organi interni, aumentando e diminuendo il flusso sanguigno in aree mirate. Questo fa circolare il sangue e la linfa, rimovendo così i fluidi corporei dagli organi vitali e aiutando l’eliminazione delle tossine. Il movimento fisico può anche stimolare certi ormoni e neurotrasmettitori, inducendo ad emozioni e sensazioni positive. In più, secondo la medicina Orientale, gli esercizi yoga sono stati creati, in modo specifico, anche per muovere nel corpo il “prana” che è l'energia della forza vitale. Secondo la filosofia Orientale, mantenere questa forza vitale pura e viva è indispensabile per il benessere. Le posizioni yoga stimolano certi aspetti del sistema energetico del corpo, costituito dai “chakra” (centri energetici) e dei “meridiani” (canali energetici). Nel momento in cui il “prana” bloccato viene rimosso e rafforzato, vecchie ferite emozionali, che si manifestano come blocchi nei centri energetici e nei canali, possono essere rimosse. Questo può spiegare perché così tanti praticanti di yoga provano un senso di rilascio emozionale nel praticare certe posizioni, tipo una spontanea manifestazione di lacrime, caratterizzata poi da un senso di estremo sollievo e pace. Anche gli speciali esercizi di respirazione servono per dare energia al corpo portando quantità fresche di “prana”. Questi esercizi di respirazione possono anche alleviare l’ansia e creare un senso di calma e benessere.

QUALE TIPO DI YOGA SI DOVREBBE PRATICARE COMBATTERE PER LA DEPRESSIONE?

Non tutto lo yoga è uguale. Dalla sua introduzione in Occidente, lo yoga si è diviso in una varietà di stili e gusti. Il tipo di yoga che sceglierete dovrebbe riflettere le vostre caratteristiche fisiche oltre che i vostri interessi spirituali. Alcuni tipi di yoga sono fisicamente molto faticosi e potenzialmente possono creare più stress, essendo piuttosto impegnativi fisicamente. Questo tipo di corsi di yoga può essere indirizzato più a dimagrire ed a eliminare calorie, che per produrre chiarezza e pace mentale. Se stai iniziando ora con lo yoga, potresti cercare un corso per principianti o un corso tranquillo. Un corso di yoga rigenerante può essere eccezionalmente ringiovanente; consiste in posizioni tranquille, spesso aiutandosi con cuscini e sostegni per consentire di restare nella posizione e rilassarsi. Preferibilmente, se state pensando allo yoga per migliorare la salute mentale, considerate di trovare un corso che includa la meditazione prima o dopo le posizioni. In alcuni studi è stato anche dimostrato che la meditazione aumenta le emozioni positive tipo l’amorevolezza e la felicità. Con la varietà di stili di yoga disponibili, si possono provare corsi differenti per capire qual'è più indicato. Non scoraggiatevi se non sarete attratti immediatamente dal primo corso che frequentate. Siate consapevoli che non tutti i corsi di yoga sono uguali. Ricordate, lo yoga da solo non può curare la depressione, se voi diversamente state trattando male la vostra mente e il vostro corpo. Alcool, uso di droghe (incluso l’uso di farmaci che alterano la mente), dieta povera, mancanza di sonno e altre cattive abitudini possono vanificare gli effetti positivi dello yoga. Praticare yoga regolarmente farà anche la differenza per quanto riguarda la sua efficacia. Meglio praticare yoga per almeno 20 minuti al giorno o almeno tre volte la settimana. Potreste integrare il corso di yoga con una semplice pratica a casa. Con l’aumentare della popolarità dello yoga, vi è abbondanza di DVD e libri sull’argomento. C’è una ragione per la quale le persone praticano yoga, spesso credono così di cambiare le loro vite. Diversamente da altri esercizi, lo yoga dà benefici fisici ed emozionali che possono determinare vera felicità e benessere. Inoltre la cosa più bella è che potete farlo gratuitamente a casa vostra, senza alcun effetto collaterale.

Un abbraccio forte ed un saluto da LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

 

CURE NATURALI PER LA DEPRESSIONE: FLORITERAPIA, AROMATERAPIA E PET THERAPY

Posted on novembre 3rd, 2009 in IL MONDO DI LUI, UNA BUONA SALUTE A TUTTI, VIVERE NATURALMENTE by Loredana Lisi e Gianni Reinero

RIMEDI NATURALI.
La medicina non convenzionale può essere d'appoggio alle terapie tradizionali farmacologiche oppure può essere d'aiuto ai primi segni della malattia, se questa si presenta come disturbo lieve. Ricordiamo che niente e nessuno vuole sostituirsi alla terapia tradizionale, ma essere solo un buon supporto.

aromaterapia

L' AROMATERAPIA.
Questa pratica offre una serie di olii essenziali, che diffusi nell'ambiente o messe poche gocce in un fazzoletto da inalare ogni tanto possono rasserenare l'animo. Parliamo di SANDALO, YLANG-YLANG, GELSOMINO e MELISSA.

images-2

FIORI DI BACH.
Tra i Fori di Bach quelli più adatti nella patologia depressiva sono GENTIAN, GORSE, WILD ROSE e naturalmente RESCUE REMEDY, per un effetto immediato, soprattutto se non siamo in casa.
Un minerale oggi molto utilizzato nei casi di ansia e depressione è il MAGNESIO. Studi scientifici hanno evidenziato che il nostro attuale stile alimentare, i processi di raffinazione e la cottura dei cibi, possono determinare una riduzione del magnesio endogeno. Questa diminuzione è accentuata dal fatto che lo stress, sia fisico che psichico, aumenta la fuoriuscita di magnesio dalle cellule e la sua escrezione con le urine. La diminuzione di magnesio determina un aumento dei livelli di Calcio con conseguenze quali aumento della contrazione a livello della muscolatura scheletrica e viscerale, spasmi della muscolatura liscia, dolori addominali e mestruo doloroso. A livello del Sistema Nervoso Centrale la carenza di magnesio determina iperemotività, ansia, insonnia, vulnerabilità allo stress, astenia, disturbi della memoria. È indicato anche contro la cefalea, la fibromialgia e la sindrome dell'intestino irritabile
.
 

images

FITOTERAPIA.
Anche le piante di cui abbiamo parlato riguardo all'ansia possono essere utilizzate in questa patologia poiché possiedono proprietà rilassanti e sedative. Possiamo eventualmente ricordare la RHODIOLA ROSEA, una pianta con azione adattogena che può aiutare a superare vari tipi di stress, sia fisico che psicologico.
È una pianta molto antica che nasce nelle fredde steppe della Siberia e sembra sia efficace anche nella perdita della libido.
Nel caso in cui si manifesti questo spiacevole disturbo, dovuto alla malattia o ai farmaci che si assumono, sono tante le piante che ci possono aiutare. Abbiamo MACA, GUARANÁ, DAMIANA, MUIRA PUAMA, piante che possono risvegliare piacevoli stimoli sessuali senza stressare il nostro Sistema Nervoso.
Un consiglio che si può dare consiste nel cercare, ove possibile, di cambiare le proprie abitudini di vita. Quando l'umore è nero e tutto sembra andare per il peggio bisogna imporsi di uscire, cercare di parlare con qualcuno dei propri sentimenti, dedicarsi ad un nuovo hobby, mangiare in modo adeguato, evitando caffè, alcolici o cibi troppo raffinati
.
 

images-3

PET TERAPY (in italiano ZOOTERAPIA).
Un aiuto da non sottovalutare può venire però anche dalla PET THERAPY. Adottare un cane o un gatto può essere un'esperienza molto gratificante, che riempie la giornata e fa sentire meno la solitudine e la tristezza. Possibilmente adottatelo al canile municipale della vostra città, vi ricompenserà con un affetto ed una dedizione impagabili.

Ciao a tutti a presto!!

Un abbraccio forte da

LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

COMBATTERE IL MAL DI TESTA CON IL RESPIRO

Posted on novembre 4th, 2009 in IL MONDO DI LEI, IL MONDO DI LUI, UNA BUONA SALUTE A TUTTI, VIVERE NATURALMENTE by Loredana Lisi e Gianni Reinero

UN METODO NUOVO CONTRO IL MAL DI TESTA.

Oggi voglio parlarti di un fastidioso problema che riguarda la salute di moltissime persone, sia uomini che donne, un tipo di patologia a quanto pare molto diffuso nella nostra società ma che la medicina tradizionale fatica a combattere ed a risolvere drasticamente e definitivamente in modo veloce e senza l'assoluta presenza o rischio di effetti collaterali. Come sempre, voglio sottolineare che i metodi e rimedi naturali che ti segnaliamo nel nostro blog non sono "MAI" da considerare come un totale sostitutivo ai metodi ed alle terapie della medicina ufficiale (consulta sempre il tuo medico di famiglia o i medici che seguono il tuo stato di salute), bensì nuovi (spesso anche molto efficaci) ed alternativi rimedi naturali, senza nessuna controindicazione nè effetti collaterali, che possono essere affiancati alle cure che stai seguendo o che ti verranno prescritte dai medici che interpellerai.

Ti presento quindi un grande amico esperto di Rebirthing, un metodo potentissimo per migliorare notevolmente le capacità psico-fisiche del nostro corpo ed attivare il potente medico che c'è in noi attraverso tecniche particolari di respirazione. Si chiama PAOLO CERICOLA, fondatore e direttore della Scuola di Respiro (sito: www.scuoladirespiro.com – blog: www.scuoladirespiro.org) dove tiene corsi per apprendere questa incredibile tecnica che ti consiglio vivamente di imparare e provare al più presto.

Di seguito riporto un suo preziosissimo articolo ed il relativo video esplicativo che fornisce semplici ma utilissimi consigli pratici basati su esercizi efficaci di respirazione, per combattere in pochi minuti mal di testa, emicranie e cefalee anche profonde.

Segui i suoi consigli, metti in pratica le tecniche insegnate da Paolo e poi raccontaci i tuoi risultati ottenuti. OK?

VOGLIO AIUTARTI A STARE SEMPRE MEGLIO E VIVERE IL PIU' A LUNGO POSSIBILE! Smile - www.scuoladirespiro.com

In questa lettera sto per svelarti un sistema in grado di avere un forte impatto sulla tua vita per molti anni a venire.

Se desideri migliorare o accrescere il tuo benessere, la tua salute e la tua energia personale e conoscere meglio chi sei e quali sono le tue reali capacità, leggi attentamente questa lettera e ti prometto che il tuo tempo sarà ben ricompensato!

Se invece vuoi superare il tuo mal di testa, cefalea tensiva, emicrania, gli stati di ansia eccessivi e molto altro, leggi attentamente questa lettera e ti prometto che il tuo tempo oltre essere ben ricompensato, cambierà la tua vita!

Se la tua risposta è sì,

allora leggi con attenzione fino in fondo ciò che segue, perché sei arrivato nel posto giusto!

Sicuramente dirai: Paolo ma che stai dicendo? Il mio mal di testa che scompare in 30 secondi, in maniera gratuita, quando io non ci riesco con molto di più e con i medicinali e spendendo un sacco di soldi?

Perchè di queste cose non se ne parla in giro? Perchè rimane segreto?

Intanto dovresti comprendere che con i medicinali succede qualcosa di questo genere, te lo spiegherò con una metafora; "immagina che stai guidando la tua macchina ed all'improvviso si accende la spia della benzina, ma tu per non vederla, ci metti sopra un bel cerotto grande".

Bene! Risolto il problema!

Per un pò, ma la benzina prima o poi finisce e tu rimarrai a piedi inevitabilmente.

La stessa cosa con un mal di testa o cefalea, prendi un farmaco per tappare qualcosa che sta succedendo, di cui non conosci la causa e pensi di aver risolto il problema.

In realtà il problema è stato solo posposto, cioè rimandato, perchè indovina un pò, chi vende i farmaci "ci tiene alla tua salute…."

Proviamo a fare due conti, quanto paghi i farmaci per il tuo mal di testa?

Diciamo un tot, visto che il problema non si risolve, dovrai comprarne degli altri, moltiplicato per più giorni di seguito, darà una certa somma che moltiplicata per tutte le persone che soffrono dello stesso problema, fa diciamo una certa somma di ….. svariati milioni di euro €€€€€€.

Pensi che saranno interessati a farti sapere che esista un metodo che in 30 secondi ed in modo gratuito, ti permette di farti passare una cefalea o emicrania o mal di testa che dir si voglia?

Non gli passerà neanche per l'anticamera del cervello, di farti conoscere delle cose così semplici e naturali, e posso garantirti ce ne sono molte di cose da conoscere, se soltanto lo vorrai.

Per dirti quello che ti rivelerò qui in questa lettera, io ci ho messo molti anni a scoprirlo, quindi non dare per scontato quello che sto per rivelarti,.

Può sembrarti molto semplice e, sicuramente lo è, ma proprio perchè è così semplice che funziona!

E io adoro le cose semplici e che funzionano.

Ma bando alle chiacchiere e veniamo al tuo problema,

Prova questo piccolo e veloce esercizio per calmarti e riprendere il controllo, per recuperare energia e liberarti dal tuo mal di testa o di ansia eccessiva.

Questo esercizio non ha la pretesa di farti passare definitivamente la tua problematica, per quello ci vuole un pochino di impegno in più e se lo vorrai potrai approfondire la conoscenza.

Questo esercizio ha lo scopo di aiutarti a superare la tua fase critica, a superare il momento più difficile.

Questo esercizio è quello che mi piace chiamare il pocket coffee dell'Energia, poiché dura solo 30 secondi. Smile - www.scuoladirespiro.com

"FAI PASSARE IL TUO MAL DI TESTA O DOLORE DI TESTA
CON QUESTO ESERCIZIO DI 30 SECONDI !
"

Niente "Panico" è molto semplice!

Si fanno 4 respiri di profondità normale,

anzi direi che puoi osare Smile - www.scuoladirespiro.com, un pochino più del normale,

ed 1 pieno pieno,

poi di nuovo 4 normali ed 1 pieno,

poi di nuovo 4 normali ed 1 pieno,

ed ancora 4 normali ed 1 pieno.

In totale sono 20 respiri in tutto!

Il tutto senza pause tra inspirazione (mettere dentro aria) ed espirazione (lasciar uscire l'aria), come se fosse una ruota che gira continuamente.

Inspirazione
Respiro continuo - www.scuoladirespiro.com
Espirazione
 
Oppure
 
Inspirazione
Tao Respirazione circolare - www.scuoladirespiro.com
Espirazione

In modo fluido, tranquillo, senza spingere con l'espirazione (cioè soffiando), e senza trattenere l'espirazione (cioè stringendo la gola).

L'espirazione è come quando si lascia un palloncino che hai gonfiato, non bisogna fare nulla per farlo sgonfiare, si sgonfia da solo, si rilassa la gola e l'aria esce da sola, oppure se vuoi come un sospiro di sollievo.

Il tutto si fa stando seduti, con la schiena dritta è meglio, le gambe non accavallate, le braccia rilassate, i palmi delle mani rivolte verso l'alto e gli occhi chiusi, in ascolto di tutte le sensazioni che sei in grado di ascoltare.

Allora riassumo l'esercizio:

Occhi chiusi

Dritti con la schiena,

ma rilassati,

4 respiri normali (un pochino più ampio del normale)

1 pieno pieno

4 respiri normali (un pochino più ampio del normale)

1 pieno pieno

4 respiri normali (un pochino più ampio del normale)

1 pieno pieno

4 respiri normali (un pochino più ampio del normale)

1 pieno pieno

se vuoi puoi stare ancora qualche secondo con gli occhi chiusi a goderti le sensazioni. Smile - www.scuoladirespiro.com

"Allora come va adesso
il tuo mal di testa, la tua cefalea o la tua emicrania o la tua ansia?
"

Normalmente durante e dopo questo esercizio si possono provare le sensazioni più disparate, dal leggero giramento di testa, al calore che si diffonde nel corpo, ad un leggero formicolio nelle mani, a vedere più lucidamente i colori quando si riaprono gli occhi, o vederci meglio, oppure sentire paura, rilassamento, più serenità.

A volte può succedere che sembra ci sia un lieve peggioramento, non ti preoccupare è normale, è solo una sensazione passeggera, non demordere e prova a farlo di nuovo.

Una ragazza una volta durante una conferenza in cui ho fatto provare questo esercizio a tutto il pubblico, ha detto: "che strano effetto, mi sento più buona".

Insomma come hai potuto comprendere ognuno ha la sua esperienza che deriva dal proprio vissuto.

Nel caso non ti fosse ancora passato il mal di testa o la cefalea, abbi ancora un pò di pazienza e leggi fino in fondo per cortesia!

"Puoi usare questo esercizio una
o più volte al giorno se vuoi
"

Leonard Orr, che è l'inventore del Rebirthing, lo chiama l'esercizio dei venti respiri collegati, dice che se fai anche solo questo esercizio una volta al giorno per un anno intero, alla fine dell'anno sarai così cambiato che stenterai a riconoscerti.

Questo esercizio usato nei momenti in cui c'è un calo energetico ti permetterà di recuperare rapidamente (e la scusa che non c'è il tempo per farlo è inammissibile ci vogliono solo 30 secondi).

Se invece hai difficoltà ad alzarti la mattina o come si dice di solito a carburare, se prima di alzarti dal letto, fai i 20 respiri, la tua giornata cambierà, molte persone me lo hanno testimoniato, dicendomi che non prendevano più il caffè per svegliarsi, anzi qualcuno mi ha anche detto che si è pure arrabbiato, perché non riusciva più a prendere il caffè, che gli piaceva, ed io gli ho risposto, allora smetti di respirare e prendi il tuo caffè.

Il nostro meraviglioso corpo ci parla, se ci manda dei messaggi e non vogliamo ascoltarli siamo un po' stolti, il caffè (prendo questo come spunto, ma si riferisce a tutto ciò che è deleterio per l'organismo) è una sostanza tossica e se il tuo corpo ti dice che non ne può più, forse ci sarà un motivo.

Che una cosa ci piaccia e non ne sentiamo più gli effetti o che la prendano tutti, non significa necessariamente che sia innocua, ma molto spesso significa che non ci ascoltiamo.

Quando ci mettiamo a respirare senza fare altro, in realtà ci mettiamo in ascolto di noi stessi e questo spaventa moltissime persone, non ci credi, guardati semplicemente in giro, quante persone vedi che vanno in giro tranquillamente con il sorriso sulle labbra?

Oppure quanti ne vedi che vanno di fretta e ingrugnati o corrucciati in viso?

Conosci quel detto "chi si ferma è perduto!"

Chi si ferma comincia ad ascoltare sé stesso ed è per questo che è perduto, nel senso non fa più parte della massa perché comincia a pensare e ad agire con la sua testa e quindi poco manovrabile, perduto per qualcun altro, non per te stesso (questo può essere meraviglioso o terribile e spaventoso se vuoi, apri la gabbia ad un uccello che è stato lì da molto tempo e magari da quando è nato, uscirà e prenderà il volo?

O rimarrà in gabbia perché in apparenza è al sicuro?

A questo proposito, di uccelli intendo, leggi "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo" di Anthony De Mello, Macro ediz. è un libro veramente molto divertente e importante per la consapevolezza).

Il sintomo chiave è la paura persistente di avere altri mal di testa o di ansia nel futuro.

Quindi la paura della paura,

Ovviamente questo che ti ho insegnato qui, è solo un piccolo esercizio, ma potrai ottenere benefici considerevoli se imparerai a farlo in tempi più prolungati e stando vicino ad un operatore molto esperto, che potrà farti sentire al sicuro durante una esperienza completa che dura almeno un'ora di respiro.

Fin troppo spesso i mal di testa, cefalee o emicranie o attacchi di ansia sono curati solo con farmaci.

Questo equivale a dire che queste problematiche sono lasciate "non curate".

Sempre più persone si sono persuase che il loro "male" non può essere guarito e che il mal di testa, cefelea o emicrania, continueranno a tormentarli per sempre.

Le statistiche dicono che solo in una bassissima percentuale di casi ciò può essere vero, e dipende spesso da fattori collaterali, quali le tensioni che si accumulano durante la giornata e soprattutto la mancanza di speranza.

Alcune persone, tuttavia, hanno già avuto esperienza con terapie psicologiche senza che queste abbiano portato alcun beneficio immediato.

Si tratta per lo più di terapie a lunga durata, che hanno come obbiettivo il benessere psicologico della persona intesa nel suo insieme.

Molti tipi di terapie non sono focalizzate sul sintomo, per cui spesso le persone che soffrono di un problema così disturbante come quello del mal di testa, della cefalea o della emicrania, si trovano non preparate a "girare intorno al problema".

Esistono invece terapie più brevi, focalizzate proprio sul mal di testa o crisi di ansia, come il respiro consapevole, il Rebirthing, Il Respiro della Memoria® e la Coccoloterapia® in acqua calda, che portano direttamente al centro del problema molto velocemente, a volte fin dalla prima seduta, aiutandoti a comprenderne la causa e quando questo avviene, sei libero per sempre dal tuo problema!

"Una esperienza fra le tante"

Una esperienza con una persona che ha sofferto di mal di testa molto frequentemente durante la sua vita, provando di tutto, anche farmaci di svariato tipo senza riuscire a migliorare neanche lievemente la sua situazione, se non momentaneamente.

Ho conosciuto questa persona, non perchè fosse venuta da me per fare delle sedute di respiro, ma per altre vie e altre circostanze.

Questa persona è un uomo, un manager, molto molto impegnato, poichè avevamo stretto un accordo di lavoro, lui doveva venire a intervistarmi e fare una ripresa televisiva, per poter mettere poi a disposizione del pubblico quello che ci saremmo detti in quello spazio.

La mattina del nostro incontro, lui venne e mi dissi che aveva un forte mal di testa, aveva già provato svariate cose alternative e visto che non accennava a placarsi o diminuire, anche dopo aver preso un farmaco alla fine, mi disse che preferiva rimandare l'intervista ad un altro giorno.

Visto la difficoltà di metterci d'accordo per i nostri relativi impegni già per questo appuntamento, per non perdere l'occasione e rimandare a chissà quando il nostro appuntamento, gli proposi per fargli passare il suo mal di testa, di fare questo esercizio, dei 20 respiri che ti ho appena consigliato di fare.

Alla fine dell'esercizio disse che stava un pochino meglio, quindi aveva notato una differenza.

Però il mal di testa permaneva e non se la sentiva di continuare con l'intervista.

Allora gli chiesi di riprovare di nuovo e lui lo fece e disse che andava un pò meglio di prima ma che il maldi testa era ancora molto forte!

Gli proposi allora l'esercizio numero due, una variante che più avanti spiegherò anche a te.

Dopo averglielo spiegato, fece anche questo e ……

Rimase in silenzio ancora un bel pò, prima di rispondere alla mia domanda su come andava.

Sono sconvolto!

Questo è quello che disse appena aprì bocca.

In che senso? Chiesi io preoccupato, perchè non riuscivo a capire cosa era successo.

E' completamente scomparso, non ho più il mal di testa! Sto benissimo! Come è possibile? Non ci posso credere.

Conosco un sacco di tecniche e le uso tutte da molti anni e non sono mai riuscito a farmi passare il mal di testa completamente.

Si si riduceva, diminuiva abbastanza, ma scomparso del tutto mai!

Wow grazie, questa mattina mi hai sconvolto, in soli 2 minuti, facendo i tre esercizi, ho scoperto qualcosa di impagabile per il suo valore.

E' talmente semplice che funziona!

La cosa bella che è poi successa, è che lui ha testimoniato durante la ripresa che abbiamo fatto, la sua esperienza.

Quindi se lo vorrai puoi scaricare il video corso gratuito che troverai alla fine di questa pagina.

Lui è poi tornato a fare delle altre sedute, scoprendo cose che neanche lontanamente immaginava. Smile - www.scuoladirespiro.com

Bel racconto vero?

Però ti posso parlare di molte esperienze anche per un anno intero e ciò non cambierà la tua vita, finchè non la sperimenterai!

 

Allora come va il tuo mal di testa?
É passato?
Si è affievolito?
C'è ancora, è come prima?
Oppure è un pò diverso?

Se è passato, FANTASTICO!

Se invece c'è ancora qualcosa allora proviamo con una variante!

"Esercizio numero 2"

L'esercizio è come quello di prima, le stesse regole.

Però questa volta devi mettere la lingua in mezzo ai denti e portare la punta in alto verso il naso, ma sotto il labbro. Le labbra sono chiuse.

A questo punto fai i venti respiri come hai fatto prima

Occhi chiusi

Dritti, ma rilassati,

4 respiri normali

1 pieno pieno

4 respiri normali

1 pieno pieno

4 respiri normali

1 pieno pieno

4 respiri normali

1 pieno pieno

puoi stare ancora qualche secondo con gli occhi chiusi a goderti le sensazioni.

Bene, come va ora?

E' cambiato qualcosa?

Di solito molti si stupiscono della sensazione, di leggerezza e
del fatto che il mal di testa è scomparso.

Se invece c'è ancora qualcosa, puoi ripetere tranquillamente l'esercizio, anche più volte, fino alla completa scomparsa del dolore.

Se ancora non è passato del tutto allora proviamo con un'altra variante!

"Esercizio numero 3"

L'esercizio è come quello di prima, le stesse regole.

Anche questa volta devi mettere la lingua in mezzo ai denti e portare la punta invece in basso verso il mento, ma sotto il labbro. Le labbra sono chiuse.

A questo punto fai i venti respiri come hai fatto prima

Occhi chiusi

Dritti, ma rilassati,

4 respiri normali

1 pieno pieno

4 respiri normali

1 pieno pieno

4 respiri normali

1 pieno pieno

4 respiri normali

1 pieno pieno

puoi stare ancora qualche secondo con gli occhi chiusi a goderti le sensazioni.

Come va ora?

È cambiato qualcosa?

Nella maggior parte dei casi questi esercizi sono più che sufficienti a far scomparire il dolore, a volte in qualche raro caso è aumentato ancora di più il dolore per qualche minuto e poi è scomparso improvvisamente, quindi non demoralizzarti se ciò dovesse succedere.

Sii paziente con te!

Se invece dovesse ancora persistere credo ci sia da lavorare in maniera più profonda, con delle sedute vere e proprie, della durata di due ore, di cui un'ora piena di respiro cadauna.

"Quindi ora tocca a te cosa vuoi fare?"

Vuoi risolvere i tuoi problemi definitivamente?

Vuoi prendere in mano la tua vita al 100 %?

Vuoi cambiare la tua vita?

Vuoi farlo rapidamente?

Bene allora chiama per un appuntamento
o per un colloquio gratuito

ROMA 06-4462523 – 338-8188121

PARMA 347-5442701

 

"GUARDA IL VIDEO CON LE SPIEGAZIONI SU COME FARE
L'ESERCIZIO DEI VENTI RESPIRI, PIU' ALTRI DUE SEGRETI
PER FAR PASSARE IL MAL DI TESTA, CON PAOLO CERICOLA
"

 

Spero che questi consigli ti siano stati utili.

Un abbraccio, a presto!!!

Ciao da GIANNI

Firma GIANNI REINERO 400x47px

I MIGLIORI LIBRI SULL’ARTE DEL MASSAGGIO

Posted on novembre 7th, 2009 in L'ARTE DEL MASSAGGIO, LA VOSTRA LIBRERIA PERSONALE by Loredana Lisi e Gianni Reinero

LA VOSTRA LIBRERIA DI FIDUCIA.

Da oggi nasce una nuova categoria dove potrai trovare un mondo fatto di cultura, informazione, formazione e svago. Con questo primo articolo iniziamo a selezionare per te, con molta attenzione e cura, una serie di libri, videocorsi in DVD, musica, seminari, meeting ed anche prodotti estremamente interessanti e completi sui vari temi che tratteremo lungo il percorso di vita fatto insieme a te. Come sempre la nostra passione per il Massaggio ci porterà a proporti prima di tutto tanto prezioso materiale che ti darà la possibilità, insieme ai nostri articoli, di approfondire la tua conoscenza e cultura su quest'Arte antica ma sempre più presa in considerazione nella nostra società per tutti i benefici che, finalmente, abbiamo capito ci può donare con effetti straordinariamente potenti per la nostra salute psico-fisica e per il raggiungimento della nostra serenità. Consulta con calma tutte le nostre proposte, clicca su tutti i prodotti ed infoprodotti di tuo interesse e ti ritroverai sulle pagine web del nostro principale partner (Macrolibrarsi.it), dove potrai leggere con tutta tranquillità notizie e recensioni sulle proposte offerte. Con questo nuovo servizio ci auguriamo di fornirti un nuovo modo di interagire con te e di scambiare con noi pensieri e impressioni su tutto ciò che condivideremo insieme a te.

Ricordati che attendiamo con ansia i tuoi commenti e consigli su tutto ciò che ti presentiamo e proponiamo, giorno per giorno, su questa nostra ma soprattutto tua "casa virtuale" dove poterci incontrare per offrirci qualcosa di buono reciprocamente.

 

Un saluto con tanto affetto e simpatia dai tuoi
LOREDANA e GIANNI

Firme LOREDANA e GIANNI

Massaggi, riflessologia e digitopressione per bambini
dai 4 ai 12 anni
ISBN: 9788841855973

Prezzo € 14,90

Compralo su Macrolibrarsi

Piacevoli massaggi rilassanti e rigeneranti
ISBN: 8848116353

Prezzo € 14,90

Compralo su Macrolibrarsi

MAL D’AMORE: DONNE CHE AMANO TROPPO

Posted on novembre 8th, 2009 in IL MONDO DI LEI, LA VOSTRA LIBRERIA PERSONALE, VIDEO by Loredana Lisi e Gianni Reinero

579006xl

Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo.

Quando nella maggior parte delle nostre conversazioni con le amiche intime parliamo di lui, dei suoi problemi, di quello che pensa, dei suoi sentimenti, stiamo amando troppo.

Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un'infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo.

Quando non ci piacciono il suo carattere, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuose lui vorrà cambiar per amor nostro, stiamo amando troppo.

Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo.

Amare troppo è calpestare, annullare se stesse per dedicarsi completamente a cambiare un uomo "sbagliato" per noi che ci ossessiona, naturalmente senza riuscirci.

Amare in modo sano è imparare ad accettare e amare prima di tutto se stesse, per poter poi costruire un rapporto gratificante e sereno con un uomo "giusto" per noi.

Donne che amano troppo sono molto responsabili, impegante molto seriamente e con successo ma con poca stima di sé; hanno poco riguardo per la propria integrità personale e riversano tutte le loro energie in tentativi disperati di influenzare e controllare gli altri per farli diventare come loro desiderano.

Hanno un profondo timore dell'abbandono; pensano che è meglio stare con qualcuno che non soddisfi del tutto i loro bisogni ma che non le abbandoni, piuttosto che un'uomo più affettuoso e attraente che potrebbe anche lasciarle per un'altra donna.

Molte donne commettono l'errore di cercare un uomo con cui sviluppare una relazione senza aver sviluppato prima una relazione con se stesse; corrono da un uomo all'altro, alla ricerca di ciò che manca dentro di loro; la ricerca deve cominciare all'interno di sé. Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stesse, perchè quando nel nostro vuoto andiamo cercando l'amore, possiamo trovare solo altro vuoto.

Dobbiamo guarire dal bisogno di dare più amore di quanto se ne riceva; guarire dal continuare ad estrarre amore dal buco vuoto che c'è dentro di noi.

Finchè continuiamo a comportarci così, cercando di sfuggire a noi stesse ed al nostro dolore, non possiamo guarire. Più ci dibattiamo e cerchiamo altre vie di scampo, più peggioriamo , mentre cerchiamo di risolvere la dipendenza con l'ossessione. Alla fine, scopriamo che le nostre soluzioni sono diventate i nostri problemi più gravi. Cercando disperatamente un sollievo e non trovandone alcuno, a volte arriviamo sull'orlo della follia.

Ciò che manifestiamo esternamente è un riflesso di ciò che c'è nel più profondo di noi: ciò che pensiamo del nostro valore, del nostro diritto alla felicità, ciò che crediamo di meritare dalla vita.

Quando cambiano queste convinzioni, cambia anche la nostra vita.

LA VIA DELLA GUARIGIONE

- Andare a cercare aiuto

- Considerate la vostra guarigione una priorità che ha il diritto di precedenza su qualsiasi altra

- Trovate un gruppo di sostegno fatto da vostre pari che vi capiscano

- Sviluppate il vostro lato spirituale con esercizi quotidiani

- Imparate a non lasciarvi invischiare nei giochi di interazione

- Affrontate coraggiosamente i vostri problemi e le vostre manchevolezze personali

- Coltivate qualsiasi bisogno che debba essere soddisfatto in voi stesse

- Diventate "egoiste"

- Spartite con altre donne quello che avete sperimentato e imparato

- Trovate affermazioni positive da ripetervi più volte nel corso del giornata: hanno il potere di eliminare i pensieri e i sentimenti distruttivi, anche quando la negatività dura da anni.

 

CARATTERISTICHE DI UNA DONNA GUARITA DALLA MALATTIA DI AMARE TROPPO

- Accetta pienamente se stessa, anche se desidera cambiare qualche aspetto della sua personalità

- Questo amore e rispetto di sé stessa è fondamentale e lei lo alimenta con affetto, e si propone di espanderlo

- Accetta gli altri come sono, senza cercare di cambiarli per soddisfare i suoi bisogni

- E' consapevole dei suoi sentimenti e del suo atteggiamento verso ogni aspetto della vita, compresa la sessualità

- Ama tutto di se stessa: la sua personalità, il suo aspetto, le sue convinzioni e i suoi valori, il suo corpo, i suoi interessi e i suoi talenti. Valorizza sé stessa invece di cercare di trovare il senso del proprio valore in una relazione

- La sua autostima è abbastanza profonda da consentirle di apprezzare il piacere di stare insieme ad altre persone e preferisce uomini che siano a posto così come sono. Non le necessita che qualcuno abbia bisogno di lei per avere l'impressione di valere qualcosa

- Si permette di essere aperta e fiduciosa con chi lo merita; non ha paura di lasciarsi conoscere a un livello personale profondo, ma non si espone al rischio di essere sfruttata da chi non ha riguardo per il suo benessere

- Si domanda: "Questa relazione va bene per me? Mi consente di sviluppare tutte le mie possibilità e diventare quello che sono capace di essere?"

- Quando una relazione è distruttiva, è capace di lasciarla perdere senza sprofondare nella depressione, ha una cerchia di amiche che la sostengono e fanno del loro meglio per vederla uscire da una crisi

- Apprezza più di ogni altra cosa la propria serenità; tutte le lotte, le tragedie e il caos del passato hanno perso il loro fascino; ha un atteggiamento protettivo verso sé stessa, la sua salute e il suo benessere

- Sa che una relazione, per poter funzionare, deve essere tra due patner che condividono valori, interessi e fini, e che siano entrambi capaci di intimità

- Sa anche di essere degna del meglio che la vita può offrirle

Sè ti sei riconosciuta anch e  TU in questa descrizione prima di sprofondare corri ai ripari, trova la strada giusta per guarire….a presto CIAO !!!

LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

 

 

LA MIA PROPOSTA LETTERARIA SULL'ARGOMENTO
(da non perdere !!!)

ISBN: 8807810883

Prezzo € 8,00


Compralo su Macrolibrarsi

COME STARE VICINO AD UN DEPRESSO

Posted on novembre 21st, 2009 in IL MONDO DI LEI, IL MONDO DI LUI, LA VOSTRA LIBRERIA PERSONALE by Loredana Lisi e Gianni Reinero

mani

 

"Nessuno mi ama", "Mi sento solo", "Nelle relazioni con gli altri sono sempre io quella che da e mai quella che riceve", queste considerazioni negative sulle proprie relazioni interpersonali sono tipiche della depressione.

La depressione, infatti, è un disagio psicologico che influisce negativamente sulla vita sociale della persona depressa: chi è depresso ha spesso la convinzione che a nessuna delle persone che lo circondano importi qualcosa di lui e che nessuno possa capirlo e aiutarlo.

Anche quando la realtà si rivela ben diversa e il depresso è circondato da amici e familiari affettuosi e ben disposti nei suoi confronti, si sente ugualmente solo e non amato.

D'altra parte, poche cose possono incidere negativamente in un rapporto come una prolungata depressione. Chi è depresso desidera ardentemente l'affetto degli altri, allo stesso tempo tende a respingerli, chiudendosi in se stesso oppure svalutando quello che gli altri fanno per lui. 
E' per questo motivo che le persone che stanno accanto ad un depresso, possono ad un certo punto cominciare a provare nei suoi confronti dei sentimenti negativi come rabbia, fastidio e senso di colpa. E' importante sapere che questi sentimenti sono assolutamente normali e sono la prova dell'affetto che ci lega alla persona che sta male.

Perché stare vicino ad una persona depressa è così difficile?
La depressione influenza negativamente tutte le relazioni con gli altri. Ma più la relazione è intima più diventa difficile e doloroso relazionarsi ad una persona depressa. Ad un amico o ad un collega possiamo "perdonare" facilmente una depressione, ma se a stare male è il partner, o peggio ancora un genitore, non è facile essere obiettivi. Infatti, più siamo coinvolti emotivamente più lo stato depressivo del nostro caro ci spaventa e ci ferisce. 

Quali sentimenti si provano in una relazione con una persona depressa?

NON LA RICONOSCI PIÙ 
Hai la sensazione di non riconoscerlo/a più. Lui o lei sembrano diventati un'altra persona: una persona negativa, apatica, indifferente a tutto e in alcuni casi, irritabile e sempre di cattivo umore. Ovviamente questo cambiamento non ti piace, continui a chiederti che fine ha fatto il tuo caro, e se la persona spenta che ha preso il suo posto è la persona che conoscevi e amavi e ti chiedi se un bel giorno se ne andrà.

Vorrei rassicurarti su questo punto: la depressione è un disturbo psicologico perfettamente curabile e guaribile. Quindi, il cambiamento di personalità del tuo caro è solo temporaneo: non appena avrà superato il momento in cui si trova, tornerà come prima o anche meglio (molte persone escono dalla depressione rafforzate e più mature). 

SENSAZIONE DI DISPIACERE E SENSO DI COLPA
Nel vedere una persona a cui vogliamo bene andare alla deriva, proviamo un profondo senso di pena e di dispiacere. Nel vedere l'altro soffrire, soffriamo anche noi. Se siamo molto legati alla persona depressa, specialmente se è un rapporto genitore-figlio, ci possono essere dei sensi di colpa. Infatti tutti noi, tendiamo a sentirci responsabili del benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza, possiamo sentirci in parte, responsabili della loro infelicità. Questa convinzione si traduce nella sensazione di non fare abbastanza per aiutare e rendere felice la persona che sta male.

Purtroppo, non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un genitore. La depressione è un disagio che dipende da un interazione di cause psicologiche, biologiche e sociali e da eventi scatenanti (un lutto, la menopausa, un licenziamento, condizioni di vita sfavorevoli, ecc).

Insomma, la persona depressa sta male per una serie di motivi che hanno poco a che fare con noi e molto a che fare con il suo assetto psicologico. Quello che noi possiamo fare è stare vicini alla persona che soffre, ma senza attribuirci la responsabilità del suo malessere (a meno che il depresso sia stato gravemente danneggiato da un nostro comportamento).

CI SI SENTE RESPINTI E FERITI
Spesso, il depresso ferisce i sentimenti delle persone che gli stanno accanto senza nemmeno accorgersene. La depressione è caratterizzata dalla diminuzione della capacità di provare amore e gioia. Chi è depresso in modo grave non sente più niente verso le persone che un tempo gli erano care, l'amore  viene sostituito da una profonda indifferenza verso tutto e tutti. La depressione comporta, inoltre, un ripiegamento su se stessi e i propri problemi. Proprio per questo, essere il figlio o il partner di una persona depressa è dolorosissimo e può favorire la sensazione di scontrarsi contro un muro di gelida indifferenza. Se il depresso è uomo, può manifestare la sua depressione con cattivo umore e irritabilità e può farci capire che, la nostra presenza, lungi dall'essergli d'aiuto, gli da solo fastidio. Di conseguenza, noi possiamo sentirci respinte ingiustamente, tagliate fuori dalla sua vita e impotenti.

PROVI MOLTA RABBIA
Hai la sensazione che il tuo caro stia facendo una tragedia di una piccolezza e ti fa rabbia che non sappia reagire. Tu hai la sensazione che si pianga addosso e che faccia poco o niente per star meglio. Lui è diventato una persona completamente diversa, una persona che non ti piace e tu puoi sentirti tradito o imbrogliato. Non sentirti in colpa per la rabbia che provi: è un sentimento perfettamente naturale, che dimostra quanto tu sia emotivamente legato alla persona depressa. Se ad essere depresso fosse una persona che tu conosci solo di vista, per esempio una persona che vedi tutti i giorni sull'autobus, probabilmente affronteresti la situazione in modo più distaccato. Bisogna capire che la persona depressa non può uscire dalla sua condizione grazie alla forza di volontà: se la persona depressa avesse forza di volontà e potesse prendere delle iniziative, allora non sarebbe depressa!

SENSAZIONE DI IMPOTENZA
Di fronte al negativismo della persona depressa, puoi sentirti contagiato dalla sua angoscia. Se nel tuo carattere ci sono delle tendenze depressive, queste possono essere risvegliate dalla frustrante relazione con la persona depressa. E' anche comune la sensazione di non saper cosa fare, come aiutare una persona che amiamo e che vediamo chiusa in un bozzolo di sofferenza e disperazione.   

Che cosa fare e che cosa non fare con una persona depressa.

  • Non sdrammatizzare. Evita le rassicurazioni facili del tipo: "vedrai che ogni cosa andrà per il meglio", evita anche di minimizzare o di sdrammatizzare. Anche se le intenzioni sono buone, il depresso si sentirà non capito e si chiuderà ancora di più in se stesso.

  • Evita le prediche. Meglio evitare anche le esortazioni all'ottimismo, o il classico consiglio di "tirarsi su". Questi atteggiamenti, non sono solo controproducenti perché contribuiscono a colpevolizzare una persona che si colpevolizza già abbastanza di suo, ma sono anche perfettamente inutili. Dire ad un depresso di " tirarsi su" è come dire ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare. Non si ricorderà mai abbastanza che la depressione è disagio psicologico che annulla la capacità di volere e di prendere delle iniziative.

  • Cerca di essere empatico. Un atteggiamento di ascolto, rispetto ed empatia è la soluzione che funziona meglio. Solo quando il depresso si sente ascoltato e capito, può cominciare a vedere la situazione in modo più obiettivo.

  • Dai informazioni e appoggio. Le prediche e i consigli servono a poco, meglio invece informarsi su centri, terapie e specialisti per la depressione. Dal momento che la persona depressa è incapace di attivarsi da sola, noi possiamo giocare un ruolo importante nel suo processo di guarigione. Questo può voler dire dare un aiuto concreto: per esempio, telefonare e accompagnare il depresso alla visita.

  • Impara a dare dei limiti. Stare vicini ad una persona depressa può essere difficile. Alcuni depressi chiedono costantemente amore e attenzioni: ti trattengono ore al telefono, telefonano a tutte le ore del giorno e della notte.

  • Trovati delle valvole di sfogo. Star vicini ad una persona che sta male è molto, molto difficile. Soprattutto se c'è un legame emotivo molto forte, potresti sentirvi travolti dalla sua disperazione e dalla sua sfiducia nella vita. Se vuoi veramente aiutare l'altra persona, devi tutelarti e stare attento a non superare i tuoi limiti psicologici. Questo vuol dire trovarti delle valvole di sfogo, frequentare persone positive, "staccare la spina". Trovare delle attività e degli spazi che ti gratifichino è molto importante e ti permette di avere con il depresso un rapporto migliore.

    Un saluto ed un abbraccio forte dalla tua LOREDANA

    Firma LOREDANA LISI 400x95 px

QUANDO FINISCE UNA RELAZIONE: CHE COSA RIMANE?

Posted on novembre 27th, 2009 in IL MONDO DI LEI, IL MONDO DI LUI by Loredana Lisi e Gianni Reinero

43588922

Se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso. Lo stesso succede se una finestra sbatte, se si rompe la gamba di un tavolo o se un quadro si stacca dalla parete. Ma il cuore, quando si spezza, lo fa in assoluto silenzio. Data la sua importanza, ti verrebbe da pensare che faccia uno dei rumori più forti del mondo, o persino che produca una sorta di suono cerimonioso, come l'eco di un cembalo o il rintocco di una campana. Invece è silenzioso e tu arrivi a desiderare un suono che ti distragga dal dolore. Se rumore c'è, è interno. Un urlo che nessuno all'infuori di te può sentire. Un boato così forte che le orecchie rintronano e la testa fa male. Si dimena nel petto come un grande squalo bianco intrappolato nel mare; ruggisce come la mamma orsa a cui è stato rapito il cucciolo. Ecco cosa sembra e che rumore fa. È un'enorme bestia intrappolata che si agita, presa dal panico e grida come un prigioniero davanti ai propri sentimenti. L'amore è così… nessuno ne è indenne. È selvaggio, infiammato come una ferita aperta esposta all'acqua salata del mare, però quando si spezza il cuore non fa rumore. Ti ritrovi ad urlare dentro e "nessuno ti sente". Dal punto di vista teorico e scientifico la fine di un amore è riconducibile agli stessi processi della separazione, del lutto che SI SVILUPPA IN TRE FASI: PROTESTA, DISPERAZIONE, DISTACCO. La prima fase, ossia quella della protesta, è caratterizzata da reazioni piuttosto smoderate, quali pianto, grida, agitazione, ansia, panico. La persona lasciata, abbandonata, inconsapevolmente, agisce in tal modo, con l'intento di influenzare il ritorno della persona andata via. Durante la seconda fase, quella della disperazione, ai comportamenti di iperattività e protesta attiva, subentrano altri di totale inattività, astenia, depressione. Fanno, inoltre, la loro comparsa alterazioni fisiologiche quali disturbi del sonno, diarrea, alterazioni del comportamento alimentare, accelerazione del battito cardiaco. Alla delusione dovuta agli esiti negativi dei comportamenti messi in atto durante la prima fase, che non hanno garantito il ritorno della persona scomparsa o andata via, subentra un periodo di passiva disperazione, generata dalla consapevolezza dell'impossibilità di un ritorno. La terza fase riguarda il distacco. La persona abbandonata, cioè, dopo un determinato lasso temporale, si distacca, a sua volta, affettivamente ed emotivamente dalla persona persa, riorganizzandosi a livello emotivo e ricominciando le normali attività che contraddistinguevano la sua vita prima di restare sola. Al di là delle tre fasi individuate sopra, nella fine di un amore, un amore che ci ha profondamente coinvolti, si prova una sofferenza indicibile, si pensa che non si può più continuare a vivere, si provano sentimenti quali: tristezza, delusione, senso d'angoscia, sensi di colpa e fallimento. Forte è l'ossessione che l'accompagna, ben descritta dal brano d'apertura. Soprattutto se quell'amore ha preso tutte le nostre forze, ha preso la nostra vita, perchè come in ogni amore che viviamo, pensiamo sempre che sia quello "giusto", quello che durerà in "eterno". Ed è doloroso accettare che possa finire, che ci siamo sbagliati. Il più delle volte non si riesce a comprendere perchè sia finito, non rendendosi conto che quella fine non è stata improvvisa ma era in qualche modo preannunciata in tanti piccoli gesti, occasioni, sfumature, o pur avendo notate quest'ultime si viveva comunque nell'illusione che nonostante tutto non sarebbe mai finito quell'amore. Nella stragrande maggioranza dei casi ci si dimena, non ci si arrende, si tenta l'impossibile per recuperare quell'amore. Soprattutto si continua ad amare la persona perduta, a volte più di prima. A volte si prova qualche timida speranza di recuperare l'amore perduto, soprattutto se l'altra parte, incautamente, manifesta qualche piccolo segnale d'affetto o di comprensione, che si tende subito ad interpretare come segnale di una rinnovata disponibilità ad amarci e non lo si vede nel suo reale significato (tipica la frase "forse mi ama ancora un pò? forse non è tutto finito?"). Quando finisce un amore, sopratutto se si è lasciati, si compie una vera e propria analisi di quelle che sono state le cause che hanno portato alla fine. Il più delle volte la persona lasciata tende ad attribuirsi le colpe, imputando a propri comportamenti errati la fine della relazione. Questo perchè permette di poter sperare che cambiando il proprio comportamento la relazione può iniziare di nuovo, se l'altro ci dà un altra possibilità. Non ci si vuole rendere conto che molto più semplicemente l'altro non ama più. Per quanto doloroso possa essere prendere coscienza di quest'amara verità, rappresenta l'unico modo per poterne uscire. Si soffrirà in maniera spaventosa ma il tempo ci aiuterà a porre definitivamente la parola fine. Altrimenti, sperando in un altra possibilità, prolunghiamo solo la sofferenza entrando in un tunnel che ci sembrerà senza uscita. Ma, per quanto possa essere lontano nel tempo, dopo aver pianto tutte le lacrime di questo mondo, dopo aver espresso tutta la disperazione di questo mondo, arriverà il momento in cui si toccherà il fondo del baratro. Ed in quel momento, quasi senza rendersene conto, si inizierà una lenta ma inesorabile risalita. Si accetterà la realtà delle cose. Si scoprirà che il più grande amore è quello che deve ancora venire. Infine non dobbiamo dimenticare che il nostro modo di vivere la fine di un amore è legato ai nostri primi "abbandoni" quelli infantili. Non ricordo chi affermava che "il bambino è il padre dell'uomo". Mai come in questo caso ha ragione. Infatti a seconda di come siamo stati "abbandonati" ed abbiamo vissuto tali "abbandoni" da piccoli, che rivivremo quelli attuali e futuri. Ma non dimentichiamo che gli "abbandoni" rappresentano anche un momento di crescita interiore individuale.

Spero che queste frasi siano per Te un prezioso spunto di profonda riflessione interiore.

Un abbraccio ed un saluto con affetto dalla tua LOREDANA

Firma LOREDANA LISI 400x95 px

FINO A QUANDO E’ GIUSTO FAR CREDERE AI BAMBINI A BABBO NATALE ?

Posted on dicembre 22nd, 2009 in L'ARTE DEL MASSAGGIO by Loredana Lisi e Gianni Reinero

                                                                       babbo-natale

"Cercherò la favola più bella e te la sussurrerò dolcemente perchè ti arrivi fino al cuore e ti porti il mio augurio di "BUON NATALE"

Noi tutti sappiamo che Babbo Natale non esiste, o perlomeno è una idealizzazione di San Nicola artefice della conversione di molti popoli del Nord Europa. Tuttavia spesso noi adulti dimentichiamo l'importanza che riveste questa figura e i bei momenti che questo personaggio ci ha regalato da bambini.
In che modo il Babbo Natale "considerato vero" lascia il posto al Babbo Natale "desiderato ed idealizzato"? Ogni bambino attua le sue strategie. I guai accadono quando gli adulti vogliono mettersi in mezzo a cose di bambini per eccessivo desiderio di protezione. In effetti, non esiste un'età in cui il "segreto" di Babbo Natale debba essere svelato; piuttosto, quando il figlio diventa grandicello, i genitori possono chiedersi quale strategia il bambino stia mettendo in atto. Mi spiego. Quale utilità avrebbe un bambino a far sapere di non credere a Babbo Natale e quindi a mostrarsi "grande" con i propri genitori?
La maggior parte dei "Grandi" non lasciano la calza per la Befana; non ricevono quantità spropositate di uova di cioccolata a Pasqua e, per giunta, a Natale, hanno regali da "Grandi" (che non sono così belli e interessanti come quelli dei "Piccoli"). Quello che voglio dire è che i bambini (come gli adulti) quando vogliono credere fortemente a qualcosa fanno finta di non accorgersi della verità, oppure, anche se la
conoscono si divertono a "giocare" con le loro credenze.
Tutti noi sappiamo che un oroscopo generico letto su una rivista non può essere credibile, eppure gli editori continuano a pagare persone che scrivano frasi generiche in modo che noi continuiamo a leggerle e magari a farci sopra anche un sorriso. I bambini di oggi (ma anche quelli che erano bambini negli anni settanta) sono bombardati da "Babbi Natale" in tutte le salse: per strada, nella pubblicità, in televisione, al cinema… vi sono film e telefilm in cui si vede esplicitamente il papà che si traveste da Babbo Natale…

In conclusione, ci sono tante possibilità per cui un bambino smetta da solo di credere a Babbo Natale, l'importante è che i genitori abbiano un atteggiamento accogliente e protettivo, accompagnando il bambino nella sua crescita senza essere loro ad imporgliela.


FILASTROCCA DI NATALE

Dodici renne e una slitta tutta d'oro,
corre nel buio della notte
un vecchio, barba bianca e scarpe rotte.
Sulle spalle ha un sacco rattoppato,
grande, grosso, di neve inzaccherato;
qua e là qualche pacchetto
esibisce impertinente
un rosso nastro svolazzante.
Scivola silenzioso, veloce come il vento,
se chiudo gli occhi quasi lo vedo, lo sento
entrare giù nel cortile, poi in casa
dalla porta dischiusa.
Nel buio silenzioso l'albero brilla,
s'avvicina il buon vecchio generoso
e doni infiniti lascia con un gran sorriso
a tutti bambini, bravi e belli,
brutti e monelli: domani è Natale!

 

 

 

Foto LORYeGIANNI

Un abbraccio forte ed un augurio di Buone Feste dai tuoi Loredana e Gianni

Firme LOREDANA e GIANNI